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Pavia
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top
mwiqPavia (mwigIPA: /paˈviːa/cite-ref-5[5], ; [ˈpɐviːɐ] in mwkgdialetto pavese) è un mwkwcomune italiano di mwla71 795 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1], mwmqcapoluogo della mwmgprovincia omonima in mwmwLombardia.
Posta lungo la mwnqVia Francigenacite-ref-6[6], la mwogVia Francisca e sulle rive del mwowfiume Ticino, poco a nord dalla confluenza di quest'ultimo nel mwpaPo, la città risale all'epoca delle mwpqtribù mwpggalliche; successivamente divenne mwpwmwqamunicipium mwqqromano con il nome di mwqgmwqwTicinum. Nel mwraMedioevo ebbe grande rilevanza: insieme a mwrqRavenna e mwrgVerona fu una delle sedi regie del mwrwRegno ostrogoto, poi per due secoli mwsacapitale del mwsqRegno longobardo. Dal 774 al 1024cite-ref-7[7] fu capitale del mwtgRegno Italico, dal 1365 al 1413 ospitò la corte mwtwviscontea.
Dal 1361 è sede di una rinomata mwuqUniversità, riconosciuta dal mwugmwuwTimes Higher Education nel 2024 tra le prime 10 in Italia e tra le 300 migliori al mondo, su un campione di 2mwva 112 istituti universitari presi in esamecite-ref-8[8].
Le origini antiche e un passato storico di rilievo le hanno lasciato in eredità un ragguardevole patrimonio artistico: fra le principali attrazioni turistiche di Pavia, annoverata tra le mwwgcittà d'arte della Pianura Padana, si ricordano il mwwwCastello Visconteo, la mwxabasilica di San Michele Maggiore, la mwxqbasilica di San Pietro in Ciel d'Oro, la mwxgchiesa di Santa Maria del Carmine, il mwxwDuomo, le mwyatorri romaniche, i mwyqMusei civici e il mwygPonte coperto. È il capoluogo di una mwywprovincia dedita soprattutto all'mwzaagricoltura, in particolare a mwzqviticoltura, mwzgrisicoltura e mwzwcerealicoltura, mentre il peso del settore industriale, un tempo molto rilevante, è oggi molto più contenuto. Pavia fa parte del mwaaparco del Ticino (nel 2022 incluso dall'mwaqUNESCO nella mwagRete mondiale di riserve della biosferacite-ref-9[9]) e all'interno dei confini comunali si trovano alcuni boschi (mwbwBosco Negri e mwcaBosco Grandecite-ref-10[10]) testimoni della grande mwdqforesta planiziale che un tempo ricopriva la mwdgPianura Padana.
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Media
• Arte
• Cucina
• Frazioni
• Economia
• Turismo
• Strade
• Sport
• Calcio
• Basket
• Rugby
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Pavia poggia su un terreno di origine mwewfluvio-mwfaglaciale, formato da depositi alluvionali risalenti al mwfqPleistocene con alternanze variamente frequenti, sia in senso orizzontale che verticale, di tipi litologici permeabili (mwfgghiaie e mwfwsabbie) e impermeabili (mwgalimi e mwgqargille), e ciò rende possibile la formazione di numerose mwggfalde idriche e assicura alla zona un rifornimento idrico molto elevatocite-ref-11[11].
La città occupa un'area di 62,86mwjg km² a occidente della Lombardia, situata lungo la cosiddetta "fascia delle mwjwrisorgive", laddove vi è l'incontro, nel sottosuolo, tra strati geologici a differente mwkapermeabilità, aspetto che permette alle acque profonde di riaffiorare in superficie.
Pavia sorge sul ciglio del potente ripiano diluvionale che si stende fra il mwkgTicino e l’mwkwOlona, a poca distanza dalla confluenza del mwlaTicino nel Po. Tale ripiano risulta profondamente inciso da altri corsi d’acqua minori. Il ripiano diluvionale su cui posa Pavia appare inciso, in corrispondenza dell’aggregato urbano, da due profondi solchi dovuti all’azione erosiva di due fiumane postglaciali, rappresentate oggi dal mwlqNavigliaccio (che scorre nel letto anticamente occupato dalla Calvenza) e dalla mwlwVernavola. I due valloni tendono a convergere proprio alle spalle del sito cittadino, così che la Pavia primitiva veniva a trovarsi su un tronco o moncone di terrazzo pressoché isolato e difficilmente raggiungibile, di forma quasi triangolare, che aveva il mwmaTicino a sud, la Calvenza e poi il mwmqNavigliaccio a nord-ovest e la mwmgVernavola a nord-est. Da un punto di vista altimetrico, la città presenta varie altezze. Il punto più alto si trova nella zona del mwmwcastello Visconteo, circa 80 metri sul livello del mare, per poi lentamente declinare. Da quota 80 metri, si passa a 77 metri in circa 500 metri. A valle di piazza Vittoria, presso la quale si incrociavano il mwnacardo e il mwnqdecumano della città romana, la pendenza si accentua, fino ad arrivare a poco meno di 60 metri sul livello del mare nei pressi del mwngPonte Copertocite-ref-12[12].
Clima
Pavia ha un mwpgclima temperato caldo, stabilmente umido, con estate molto calda (classificazione Köppen-Geiger Cfacite-ref-13[13]) tipico della pianura Padana. D'inverno il clima è rigido e umido con formazione di mwqwnebbie al suolo dovute sia alla presenza di numerose mwrarogge e canali - e il fiume mwrqTicino - sia alla scarsa ventilazione. Non sono rari gli episodi mwrgnevosi che avvengono in occasione di ondate di freddo o a causa della formazione di un cuscinetto d'aria fredda e stagnante al suolo (mwrwinversione termica). L'autunno e la primavera sono le stagioni più piovose mentre l'estate è calda e afosa con frequenti e improvvisi temporali che rinfrescano rapidamente - seppure per breve durata - l'aria.
La temperatura massima media si registra in luglio con 29,8mwsq °C, quella più bassa in gennaio con -2,0mwsg °C. Il mese più piovoso risulta essere ottobre con 88mwsw mm di pioggia; quello meno luglio con 48mwta mm. Le mwtqprecipitazioni medie annue si aggirano tra i 750 e gli 800mwtg mm, mediamente distribuite in 81 giorni.
| Pavia | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Pavia | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 3,9 | 7,7 | 13,4 | 18,4 | 23,3 | 27,2 | 29,8 | 28,6 | 24,6 | 17,6 | 10,0 | 4,9 | 5,5 | 18,4 | 28,5 | 17,4 | 17,5 |
| T. min. media ( °C ) | −2,0 | −0,4 | 3,4 | 7,1 | 11,4 | 15,0 | 17,1 | 16,5 | 13,5 | 8,7 | 3,6 | −0,3 | −0,9 | 7,3 | 16,2 | 8,6 | 7,8 |
| Precipitazioni ( mm ) | 57 | 56 | 69 | 74 | 74 | 60 | 48 | 52 | 59 | 88 | 81 | 64 | 177 | 217 | 160 | 228 | 782 |
| Giorni di pioggia | 7 | 7 | 8 | 8 | 8 | 6 | 5 | 5 | 5 | 7 | 8 | 7 | 21 | 24 | 16 | 20 | 81 |
Etimologia
In mwugetà romana Pavia era chiamata mwuwmwvaTicinum; solo in mwvqetà longobarda cominciò a essere chiamata mwvgPapia, mwvwtoponimo da cui deriva il nome moderno della città, che potrebbe provenire da un nome di mwwamwwqgens romana, forse mwwgPapiria, e vorrebbe dunque dire "terra della mwwwmwxagens Papiria". Secondo alcune ipotesi, il nome mwxqPapia sarebbe derivato dal greco mwxgPapìas ("custode del palazzo"), nome che le sarebbe stato dato da soldati mwxwbizantini venuti a combattere i mwyaGoti con riferimento a un mwyqpalazzo Reale di mwygTeodorico, ma l'ipotesi è poco probabile. Secondo mwywGian Piero Bognetti il toponimo sarebbe derivato dal termine goto mwzapapan, "vescovo", perché nella parte finale della mwzqGuerra gotica Pavia fu una delle ultime città a cadere sotto il controllo dei bizantini e fu forse, quindi, sede dell'ultimo vescovo della chiesa mwzgariana gotica in Italia settentrionale, ma anche questa proposta è stata scartata da gran parte degli studiosicite-ref-14[14]. In realtà l'origine del toponimo mw0wPapia resta ancora un mistero, si può solo osservare che, a differenza della stragrande maggioranza dei mw1amunicipia romani della penisola italiana, Pavia è forse l'unico caso di centro abitato che, pur non conoscendo fasi di abbandono, cambiò radicalmente il proprio nome durante l'alto medioevo. mw1gTicinum deriva invece chiaramente dal mw1wfiume Ticino, chiamato mw2aTicinus dai Romani, nome di origine prelatina e di etimologia incerta.cite-ref-15[15]
Storia
Epoca romana
Il primo insediamento nell'area di Pavia si deve ad antiche popolazioni della mw5gGallia transpadana, forse i mw5wLevi, i mw6aMarici o gli mw6qInsubri, che crearono il primitivo abitato nell'area, precedentemente abitata da popolazioni appartenenti alla mw6gcultura di Golasecca, dove mw6wBelloveso mw7asconfisse gli Etruschi intorno al 600 a.Ccite-ref-16[16]. Nel 218 a.C. i romani, guidati da mw8qPublio Cornelio Scipione, gettarono un ponte sul Ticino dove ora sorge Pavia, che distrussero dopo la sconfitta, subita a opera di mw8gAnnibale, nella mw8wbattaglia del Ticinocite-ref-17[17]. La città fu fondata dai mw-aRomani, a cui si deve la pianta della città, rimasta intatta (insieme alla rete fognariacite-ref-18[18]) fino a oggi, a mw-qmw-gcastrum (accampamento militare) romano; la città aveva il nome di mw-wmwaqaTicinumcite-ref-19[19] e fu elevata a mwaqumwaqymunicipium nell'89 a.C. Nell’inverno del 9 a.C. l’imperatore mwaqcAugusto e la sua consorte mwaqgLivia si spinsero fino a mwaqkmwaqoTicinum per incontrare il figlio di mwaqsLivia, mwaqwTiberio, reduce dalle campagne di mwaq0Dalmazia e mwaq4Pannonia. Qui li raggiunse la drammatica notizia del gravissimo incidente accaduto a mwaq8Druso, secondo figlio di mwaraLivia, mentre conduceva le operazioni militari sul fronte renano. Inviato in tutta fretta dall’imperatore, mwareTiberio, con un viaggio memorabile per celerità (200 miglia in un giorno e una notte, attraverso le mwariAlpi, fino all’accampamento estivo d’oltre mwarmReno, che fu poi chiamato mwarqCastra Scelerata), riuscì a raccogliere l’ultimo sospiro del fratello; ne curò poi il trasporto a Pavia precedendolo sempre a piedi, e di qui con l’imperatore seguì il funebre viaggio fino a mwaruRomacite-ref-20[20]mwaro.
Nel 271 si combatté la prima delle battaglie che coinvolsero la città o le sue immediate vicinanze (mwarwBattaglia di Pavia). L’imperatore romano mwar0Aureliano sconfisse definitivamente gli mwar4Alemanni che dopo una serie di vittorie stavano fuggendo lungo la mwar8via Emilia dopo la sconfitta subita nella mwasabattaglia di Fano. La vittoria di Aureliano fu completa, con l'intero esercito alemanno distrutto e il bottino delle loro incursioni recuperato.
A partire da mwasiAureliano, fino a mwasmCostantino I, fu anche sede di un'importante mwasqzecca, mwasubattendo moneta sia durante il periodo degli mwasyImperatori illirici, sia durante la mwasctetrarchia e la successiva mwasgguerra civile. mwaskmwasoTicinum era il punto di arrivo di un'importante mwassstrada romana proveniente dalle mwaswGallie e, grazie al porto sul mwas0Ticino, era uno snodo fondamentale nelle comunicazioni fluviali tra l'mwas4Adriatico e il mwas8Lago Maggiore. La città, già sede di importanti alloggiamenti militari, nel IV secolo d.C. crebbe d'importanza e divenne anche sede di una fabbrica statale di archicite-ref-21[21].
Sempre nel IV secolo d.C. cominciò ad affermarsi (secondo la tradizione grazie alla predicazione di mwauiSan Siro) il cristianesimo, e sorsero le prime chiese, come quella dei mwaumSanti Gervasio e Protasio o quella di Santi Nazario e Celso, fondata dal terzo vescovo di Pavia, mwauqEvenzio, tra il 381 e il 397cite-ref-22[22]. Sempre in città crebbe mwaukSan Martino, che, seguendo il padre, un ufficiale romano trasferito intorno al 325 d.C. con il suo reparto dalla mwauoPannonia a Pavia, e qui fu educatocite-ref-pavia-citt-regia-pavia-e-i-monasteri-imperiali-23-0[23]. Nel 350 l’usurpatore gallico mwau8Magnezio, disceso in Italia, si scontrò a sua volta con le forze di mwavaCostanzo II a Pavia, riportando una parziale vittoria prima che gli insuccessi in mwavePannonia segnassero in maniera irreversibile il declino delle sue fortune. Nonostante gli insuccessi militari, mwaviMagnezio riuscì infine a sconfiggere nuovamente mwavmCostanzo II mwavqa Pavia nel 352cite-ref-24[24]mwavk.
mwavsStilicone (tra 406 e 407), nelle operazioni militari contro mwavwAlarico, trasferì a Pavia parte dell'esercito, evidenziando il cambiamento di ruolo assunto da mwav0mwav4Ticinum, da centro subalterno a mwav8Milano a palcoscenico principale dell'mwawaItalia settentrionalecite-ref-pavia-citt-regia-pavia-e-i-monasteri-imperiali-23-1[23]. Il 476 segna una data epocale per la città e non solo: mwawuOreste, incalzato dalla ribellione di mwawyOdoacre, vi si rifugiò, poiché confidava nelle possenti mwawcfortificazioni della città, ma Pavia fu mwawgassediata e conquistata, segnando, con la morte di Oreste e la deposizione del figlio mwawkRomolo Augustolo, la fine dell'mwawoImpero romano d'Occidentecite-ref-25[25]. Nell'anno 500 vi morì Sant'Onorata da Pavia.
Epoca medievale
Durante le lotte tra mwaxoTeodorico e mwaxsOdoacre per il controllo dell'Italia, il primo, nell'inverno tra il 489 e il 490, si mwaxwrinchiuse in Pavia, dove fu assediato da mwax0Tufacite-ref-26[26]. Nei primi mesi del 490, grazie all'arrivo di soccorsi inviati dai mwayiVisigoti, mwaymTeodorico poté rompere l'assedio. Verosimilmente, anche grazie ai rapporti che si instaurarono durante l’assedio tra la città, e in particolare il suo vescovo mwayqEpifaniocite-ref-27[27], e mwaykTeodorico e data anche la posizione ben difendibile di Pavia, collegata inoltre a mwayoRavenna e all'mwaysAdriatico tramite le vie d’acqua, spinsero il mwaywsovrano ostrogoto a creare in città un mway0palazzo Reale, facendo divenire così la città, insieme con mway4Ravenna e mway8Verona, una delle tre sedi del mwazaregnocite-ref-28[28]. Nel primo trentennio del VI secolo in città sono infatti documentati parecchi interventi edilizi promossi dalla monarchia mwazuostrogota relativi al mwazypalazzo Regio, alle mura, alle terme (che nel VII secolo sarebbero divenute le uniche ancora funzionanti in Europa al di fuori dell'mwazcImpero Romano d'Orientecite-ref-29[29]) e all'anfiteatro. Nel 538 i bizantini mwazwassediarono Pavia, dove si era rinchiuso re mwaz0Vitige, ma l'assedio fallìcite-ref-treccanipavia-30-0[30]. Dal 540 la città divenne la sede della corte e del tesoro realecite-ref-31[31] e qui furono eletti i re mwaayIldibaldo, mwaacErarico e mwaagTotila. Nel difficile biennio 552-553 Pavia si distinse come il più importante centro militare del mwaakregno ostrogoto: qui fu eletto l’ultimo re goto mwaaoTeia e Pavia fu l’ultima città gota a cadere nelle mani dei mwaasbizantinicite-ref-sviluppo-e-affermazione-di-una-capitale-32-0[32]cite-ref-33[33].
Venne mwabwconquistata dai mwab0Longobardi nel 572 che ne fecero la capitale del loro mwab4regno, con il nome di mwab8Papia, da cui il nome modernocite-ref-34[34]. Le principali conseguenze che il ruolo di capitale portò a Pavia, ovvero le “specificità” della capitale rispetto alle altre città del regno, furono in particolare la residenza del re in città e il funzionamento del mwacqpalazzo Regiocite-ref-35[35]. Il ruolo di capitale comportava la convocazione annuale delle assemblee degli exercitales longobardi, durante le quali furono promulgate nel 643 l’mwackeditto di Rotari e, successivamente, le altre leggi longobarde. Diversamente dai re mwacofranchi, quelli mwacslongobardi avevano residenza fissa nel mwacwpalazzo Reale: ciò rafforzava l’autorità regia dato che ogni anno, intorno al primo marzo, presso il palazzo, si teneva una grande assemblea dove venivano emanate le leggi e venivano dibattute le grandi questioni del mwac0regno. Tuttavia si trattava anche di un momento molto delicato, dato che, come più volte si verificò, se una fazione avversa al sovrano riusciva a occupare il palazzo e il tesoro regio, di fatto poteva impadronirsi del mwac4regno: per i mwac8longobardi l’autorità del sovrano poteva essere esercitata solo se egli aveva il pieno controllo del palazzocite-ref-36[36]. La residenza in città delle élite aristocratiche del regno contribuiva a fare di Pavia, non solo il centro urbano principale, ma anche il punto di riferimento per l’intera popolazione del regno.
La residenza regia a Pavia influenzò molto anche le vicende della sede mwadsepiscopale della capitale, che, fino dalla sua fondazione, nel IV secolo, era sottoposta all’autorità della mwadwmetropoli milanese. La dipendenza del mwad0vescovo di Pavia da quello di Milano andò in crisi all’arrivo dei mwad4Longobardi. Infatti, tra la fine del VII e l'inizio dell'VIII secolo, il mwad8vescovo di Pavia, come presule di una città capitale di regno, fu sottoposto direttamente alla mwaeasede romana e reso autonomo dall’autorità del mwaeemetropolita milanese (tale “indipendenza” durò fino all’età moderna)cite-ref-sviluppo-e-affermazione-di-una-capitale-32-1[32]. La città conobbe profondi cambiamenti nella topografia urbana, come l’abbandono del foro di età classica e la creazione di nuovi edifici di culto cristiani. Il principale fenomeno che investì la topografia urbana di Pavia in mwaeyetà longobarda consistette nella fondazione di edifici ecclesiastici. Fino alla metà del VI secolo sono attestate solo due chiese cristiane in città, mentre, tra il 569 e il 774, furono fondate almeno 21 tra chiese e monasteri. Otto sono fondazioni regie, quattro aristocratiche e una sola episcopale. Determinante fu la creazione di edifici ecclesiastici da parte dei sovrani: la fondazione di una chiesa, spesso destinata alla sepoltura del fondatore, divenne infatti dal VII secolo l’atto principale con cui la monarchia longobarda dimostrò la propria appartenenza e adesione al mondo cristianocite-ref-37[37]cite-ref-38[38]. Il mwae8regno longobardo durò per due secoli, fino al 774, quando mwafavenne conquistata da mwafeCarlo Magno.
Pavia rimase capitale del mwageRegno d'Italia anche durante il periodo mwagicarolingio e mwagmottonianocite-ref-treccani-it-39-0[39]: nella chiesa di mwaggSan Michele Maggiore a Pavia, mwagkBerengario del Friuli e i suoi successori fino a mwagoBerengario II e mwagsAdalberto II, furono incoronati mwagwRe d'Italiacite-ref-40[40].
La città era la sede del mwahkpalazzo Reale, del massimo tribunale del regno e della principale mwahozecca regia fino al 1024. Inoltre, il 25 maggio dell'anno 825 l'imperatore mwahsLotario I con il mwahwcapitolare di mwah0Corteolona fondò presso il mwah4palazzo Reale la mwah8mwaiaSchola Papiense, scuola di mwaiediritto, di mwaiiretorica e mwaimarti liberali, alla quale dovevano recarsi tutti gli studenti di mwaiqMilano, mwaiuBrescia, mwaiyLodi, mwaicBergamo, mwaigNovara, mwaikVercelli, mwaioTortona, mwaisAcqui, mwaiwGenova, mwai0Asti e mwai4Comocite-ref-41[41]. Durante il periodo ottoniano Pavia godette di un periodo di benessere e sviluppo. L’antica capitale longobarda si distinse dalle altre città della mwajmPianura Padana per la sua fondamentale funzione di crocevia di importanti commerci, sia di derrate alimentari sia di oggetti di lusso. I traffici commerciali vennero favoriti soprattutto dalle vie d’acqua utilizzate dall’imperatore per i suoi spostamenti: dal mwajqTicino si raggiungeva facilmente il mwajuPo, asse diretto con il mwajymare Adriatico e i traffici marittimi. Inoltre, con l’avvento degli mwajcOttoni (mwajgOttone I sposò a Pavia mwajkAdelaide di Borgogna nel 951 e la coppia risiedette a lungo, in diversi periodi, in città), mwajoMilano perse nuovamente importanza a favore di Pavia, la cui preminenza venne sancita, tra l’altro, dalle coniazioni della mwajszecca pavesecite-ref-42[42]. L'importanza della città in quei secoli è evidenziata anche dal resoconto del geografo arabo mwakaIbrāhīm al-Turtuši, che viaggiò nell’Europa centro-occidentale tra il 960 e il 965 e visitò mwakeVerona, mwakiRocca di Garda e Pavia, da lui definita la principale città della Longobardia, popolosissima, ricca di mercanti e, come mwakmVerona, interamente edificata, a differenza di altri centri della regione, in pietra, mattone e calcecite-ref-43[43].
Sempre a cavallo tra X e XI secolo, la città diede i natali a mwakkLiutprando da Cremona, vescovo, cronista e diplomatico al servizio di mwakoBerengario II prima e poi di mwaksOttone I e mwakwOttone II e di mwak0Lanfranco di Canterbury, stretto collaboratore di mwak4Guglielmo il Conquistatore e, dopo la mwak8conquista normanna del mwalaregno Anglosassone, riorganizzatore della chiesa inglese.
Nel 1018 papa mwaliBenedetto VIII convocò a Pavia un concilio dove fu rinnovata la condanna contro la mwalmsimonia ed il concubinato ecclesiastico, un nuovo concilio, convocato sempre da papa mwalqBenedetto VIII e dall'imperatore mwaluEnrico II, si svolse a Pavia nel 1022 e determinò pesanti misure volte a reprimere il mwalyNicolaismo e la mwalcsimonia.cite-ref-treccanipavia-30-1[30] Nel 1037, con le milizie pavesi, l'mwalwimperatore Corrado II assediò mwal0Milano, sebbene l'assedio fu poi tolto, le operazioni di devastazione delle campagne milanesi proseguirono fino al 1039. La rivalità tra Pavia e Milano si trasformò in una guerra nel 1056, che proseguì a lungo con alterne vicende (mwal4Battaglia di Campomorto (1061))cite-ref-44[44] e Pavia chiamò in aiuto gli imperatori. Nel 1076, durante le lotte tra l'mwammimperatore Enrico IV ed il mwamqpapa Gregorio VII, mwamuGuiberto da Parma, arcivescovo di Ravenna, convocò a Pavia un concilio insieme ai vescovi ed ai diaconi dissidenti verso il pontefice, durante il quale scomunicarono il mwamypapa Gregorio VIIcite-ref-treccanipavia-30-2[30].
Durante le guerre tra l'imperatore tedesco mwaniFederico Barbarossa (che venne incoronato re d’Italia nella mwanmbasilica di San Michele Maggiore nel 1155) e i comuni della mwanqLega Lombarda, Pavia (con mwanuComo) fu fedele all'esercito imperiale ci è rimasta una frase che si pensa originaria dal console Pavese del tempo “lunga vita all’impero e all’imperatore”. Nel suo complesso, il Barbarossa risiedette a Pavia per 13 anni in diversi periodi. Numerose furono quindi anche le soste dell'intera corte imperiale nell'antica capitale altomedievale. La lunga residenza dell'imperatore e del suo entourage a Pavia fu caratterizzata da una serie di richiami espliciti al ruolo e alla memoria della città nel passato, connotando la seconda metà del XII secolo come un vero e proprio revival dei fasti della capitale del regno. mwanyFederico rilasciò anche molti diplomi ai ricchi monasteri regi pavesi, utili alleati nel controllo del territorio e nella politica ecclesiastica dell'imperatorecite-ref-45[45]. Inoltre, con il decreto imperiale dell’8 agosto 1164, il mwansBarbarossa eliminò completamente ogni autorità palatina dal governo cittadino e riconobbe alla cittadinanza il diritto alla libera elezione dei consoli con la sola clausola che costoro giurassero e facessero giurare al popolo fedeltà all’Impero e ricevessero dall’Imperatore l’investitura e la conferma della carica. L’imperatore concedette inoltre a Pavia il dominio su un vasto distretto che, nel diploma del 1164, abbracciava non soltanto la mwanwLomellina e l’mwan0Oltrepò attuale, con le terre tra Pavia e mwan4Milano, ma anche una grande parte del territorio mwan8Tortonesecite-ref-pavia-vestigia-di-una-civitas-altomedievale-46-0[46].
mwao0Federico II entrò per la prima volta in Pavia nel 1212 e il suo ingresso in città fu celebrato trionfalmente. Come era già accaduto con mwao4Federico I, la permanenza dello Svevo in città significò la ripresa di antiche tradizioni regie proprie della capitale altomedievale. Il sovrano, come di consuetudine, rilasciò diplomi a enti ecclesiastici locali e soggiornò nel palazzo presso il mwao8monastero di S. Salvatorecite-ref-pavia-vestigia-di-una-civitas-altomedievale-46-1[46].
Pavia appoggiò mwapuFederico II contro la seconda mwapyLega Lombardacite-ref-47[47], e le sue forze parteciparono alla mwapsbattaglia di Cortenuova, all'mwapwassedio di Parma e a numerose altre operazioni militari, ottenendo nel 1212 a mwap0Casei Gerola una grande vittoria sui milanesi e i loro alleati. Nel 1219 mwap4Federico II confermò ancora una volta quanto l’avo aveva concesso a Pavia per la fedeltà dimostrata nel sostenere le ragioni dell’Impero sul campo di battaglia. Inoltre mwap8Federico II concesse al comune maggiori autonomia nell'autogoverno cittadino, nella potestà giurisdizionale e nella capacità impositivacite-ref-48[48].
A partire dalla seconda metà del Duecento la città fu sconvolta dalle lotte tra la fazione mwaquguelfa, capeggiata dai conti di Langosco e quella ghibellina, guidata dai mwaqyBeccaria che infine, dopo alterne vicende, riuscirono a prendere intorno al 1327 il controllo di Paviacite-ref-persee-fr-49-0[49].
Nel 1329, con il mwaqwTrattato di Pavia, l'imperatore mwaq0Ludovico IV concesse durante il suo soggiorno a Pavia l'mwaq4Elettorato del Palatinato ai discendenti del fratello duca mwaq8Rodolfo, dividendo così la dinastia mwaraWittelsbach in due rami.
Intorno alla metà del Trecento, benché il regime dei mwariBeccaria (ufficialmente Pavia era ancora un libero comune, ma di fatto i Beccaria, e i gruppi familiari che li appoggiavano, dominavano ogni aspetto della vita politica della cittàcite-ref-persee-fr-49-1[49]) fosse alleato dei mwarcVisconti, le mire della dinastia milanese nei confronti di Pavia divennero sempre più esplicite. Nel 1356, mwargGaleazzo II mwarkassediò la città sia da terra sia dal Ticino, ma i pavesi, aiutati dal mwaromarchese di Monferrato e spronati da mwarsIacopo Bussolari, un predicatore agostiniano del monastero di mwarwSan Pietro in Ciel d'Oro, sconfissero pesantemente sia l'esercito sia la flotta visconteacite-ref-academia-edu-50-0[50].
Grazie alla vittoria ottenuta, Iacopo Bussolari capeggiò una rivolta che portò alla cacciata dei Beccaria (i quali subito si allearono con i Visconti) e instaurò a Pavia un governo popolare, con istituzioni e magistrature simili a quelle sperimentate, pochi anni prima, a Roma da mwascCola di Rienzocite-ref-51[51]. Tuttavia, la pace non durò a lungo: nel 1358 riesplose la guerra contro i Visconti e nell'aprile del 1359, Galeazzo II, aiutato dai mwaswBeccaria, che nel frattempo avevano preso il controllo di gran parte del distretto pavese, riuscì ad mwas0assediare Pavia con un grosso esercito. Anche questa volta, guidati dal mwas4Bussolari, i pavesi resistettero tenacemente al Visconti, ma infine, non avendo ricevuto soccorsi da parte di mwas8Giovanni II di Monferrato, dovettero arrendersi il 13 novembre 1359cite-ref-academia-edu-50-1[50].
Dopo la conquista, mwatwGaleazzo II, desideroso di raggiungere una maggiore autonomia dal fratello mwat0Bernabò, e, soprattutto, portando avanti un preciso disegno politico teso a basare e legittimare il suo potere appropriandosi delle memorie della regalità altomedievale che Pavia conservava, ponendosi in diretta continuità con i mwat4re longobardi (dai quali i Visconti cominciarono a sostenere di discendere) e altomedievali che avevano avuto sede nel mwat8palazzo Reale della città, decise di abbandonare mwauaMilano e portare la corte a Paviacite-ref-52[52]. Si trattava, verosimilmente, di un progetto già a lungo meditato da Galeazzo II, tanto che già pochi mesi dopo la presa di Pavia diede avvio al cantiere del mwauucastello Visconteo, futura sede della sua nuova corte. Lo stesso "sogno regio" (e il continuo richiamo della monarchia longobarda e del mwauyregno d'Italia) fu portato avanti, con maggior vigore, dal figlio mwaucGian Galeazzo, che continuò a risiedere, prevalentemente, nel castello di Pavia e lo stesso fece mwaugFilippo Maria Visconti fino al 1413cite-ref-53[53]. Sotto la dinastia milanese, l’importanza di Pavia è evidenziata dalla creazione della mwau0contea di Pavia (1396) destinata al primogenito (che fu celebrata da Gian Galeazzo con una cerimonia di intronizzazione nella mwau4basilica di San Michele che ricalcava le incoronazioni regie altomedievali cite-ref-54[54]), la fondazione dell'mwavmuniversità, dell'immenso mwavqparco Visconteo, la duplicazione della capitale e delle sedi della corte (mwavuMilano e Pavia), la fondazione della mwavyCertosa come mwavcpantheon dinastico e l’istituzione di una struttura burocratica e camerale che raddoppiava le istituzioni milanesi (solo nel Quattrocento sforzesco questa dualità fu superata, ma a Pavia restarono archivi, mwavgbiblioteca, reliquie e strutture mwavkresidenziali cortigiane)cite-ref-55[55]. La duplice sede della corte tra mwav4Milano e Pavia, attribuiva a quest’ultima un ruolo distinto, una identità forte e prestigiosa all’interno del dominio e rispetto alle altre città, a scapito della centralità milanesecite-ref-56[56]. Sotto i mwawmVisconti prima e gli mwawqSforza poi, la trasformazione della città, del territorio e della società urbana ebbe qualcosa di grandioso: dal 1359 al 1402, Pavia (una città già piuttosto ricca e prosperosa nonostante la crisi del secolo) fece notevoli passi avanti sotto l’ombra dei principi, accelerando la trasformazione delle sue istituzioni, delle gerarchie sociali, dell’ambiente culturale, dell’aspetto monumentale e della mwawuforma urbiscite-ref-57[57]. Oltre agli edifici propriamente ducali, in città, furono fondati i mwawomonasteri dell'Annunciata e di mwawsSanta Chiara la Reale, fu costruita la piazza grande (l'attuale mwawwPiazza Vittoria), e furono ridisegnate le strade centrali (mwaw0Strada Nuova). Furono completate alcune fabbriche gotiche, come la mwaw4chiesa di San Francesco, il mwaw8Carmine e mwaxaSan Tommaso, con il contributo di architetti viscontei, e furono aperti cantieri che contribuirono al rinnovamento del linguaggio architettonico urbano. Al tempo di mwaxeGian Galeazzo fiorivano nuove residenze nobiliari per i membri della dinastia e per i cortigiani, come la grande casa di Azzone Visconti (poi inglobata nel mwaxiPalazzo centrale dell'università), la Corte nuova di mwaxmBianca di Savoia, il palazzo di mwaxqCaterina Visconti, i palazzi di segretari e magistrati come mwaxuPasquino Capelli, di Nicolò Diversi (mwaxcpalazzo dei Diversi), mwaxgFrancesco Barbavara, Pasino Eustachi (mwaxkCasa degli Eustachi) e mwaxoNicolò Spinelli. I Visconti e Sforza chiamarono ad insegnare a Pavia famosi professori, come il giurista mwaxsBaldo degli Ubaldi, mwaxwLorenzo Valla o mwax0Giasone del Mainocite-ref-58[58].
mwaygGian Galeazzo Visconti creò inoltre la carica di capitano della flotta, la sede era Pavia e doveva occuparsi non solo degli aspetti militari legati alla squadra navale ducale, ma anche dell'ordine pubblico, della riscossione dei dazi, della manutenzione degli argini e dei ponti e del vettovagliamento delle città su tutti i fiumi, corsi d'acqua e laghi del mwaykducato di Milanocite-ref-59[59], Tale carica scomparì solo dopo la caduta di mway4Ludovico il Morocite-ref-60[60]. Inoltre, già precedentemente, nel 1378 mwazmGaleazzo II fece realizzare la darsena (poi ingrandita nel 1392, nel 1435 e nel 1451) dove venivano realizzate, riparate e custodite le imbarcazioni della flotta ducale che, ancora nel 1494 era formata da 33 galeonicite-ref-61[61]. La darsena, che era una meta usuale di visita per gli ospiti della corte ducale, come l'ambasciatore fiorentino Giovanni Ridolfi nel 1480, fu distrutta dalle artiglierie francesi durante l'mwazgassedio del 1524-25 e si trovava dove ora si estendono gli mwazkHorti Borromaicicite-ref-62[62].
Sempre sotto il governo di mwaz8Gian Galeazzo, nel 1387 si instaurò in città la prima comunità mwa0aebraica che, durante il periodo sforzesco, crebbe e prosperò, e che espresse anche medici e intellettuali, quali Elia ben Shabbetai, medico personale di mwa0eFilippo Maria Visconti e professore all'mwa0iUniversitàcite-ref-www7-tau-ac-il-63-0[63], e soprattutto il grande studioso e talmudista mwa0cJoseph Coloncite-ref-64[64], tanto che nel 1490 fu attivato anche un corso di ebraico presso l'universitàcite-ref-www7-tau-ac-il-63-1[63].
Epoca moderna
Occupata dai francesi nel 1499, nel 1512 nella mwa10battaglia di Pavia, sotto il comando di mwa14Matteo Schiner, i fanti svizzeri e veneziani scacciarono dalla città la guarnigione francese e saccheggiarono la cittàcite-ref-65[65]. Tornata sotto il controllo sforzesco, nel mwa2m1522 fu assediata da mwa2qOdet de Foix, conte di Lautrec. Nonostante la situazione di Pavia fosse disperata, perché gran parte della guarnigione imperiale aveva dovuto lasciare la città per soccorrere mwa2uMilano, anch'essa assediata dai francesi, e, inoltre, mwa2yFederico II Gonzaga, che guidava la difesa di Pavia, disponeva solo di circa 1.500 fanti e 300 cavalieri, mentre l'esercito del re di Francia era composta da quasi 20.000 uomini, l'mwa2cassedio fallì. La forte resistenza opposta dai cittadini armi, che avevano riformato la milizia urbana, e della guarnigione imperiale, legata all'arrivo di rinforzi asburgici, costrinse i francesi a fuggirecite-ref-66[66].
Nell'Ottobre del 1524, il re di Francia mwa20Francesco I, alla guida di un esercito composto da oltre 23.000 fanti, 3.200 cavalieri e 53 cannoni, pose d'assedio Pavia, tuttavia, nonostante la sproporzione della forze (la città era difesa da mwa24Antonio de Leyva con circa 6.000 fanti, tra mwa28lanzichenecchi e spagnoli, e dalla milizia urbana) le operazioni ossidionali andarono per le lunghecite-ref-67[67], permettendo così agli imperiali di inviare, nel febbraio del 1525, un esercito, guidato da mwa3qCarlo di Lannoy, mwa3uCarlo di Borbone e mwa3yFernando Francesco d'Avalos e composto da quasi 20.000 fanti, 2.300 cavalieri e 17 cannoni, in soccorso a Pavia. L'arrivo di queste forze diede origine a uno degli episodi più importanti delle mwa3cguerre d'Italia: la mwa3gbattaglia di Pavia, nella quale il re di Francia fu sonoramente sconfitto e fatto prigioniero. Dal punto di vista della storia militare la battaglia è importante perché dimostrò la schiacciante superiorità della fanteria Imperiale e soprattutto delle sue formazioni di picchieri e archibugieri spagnoli (mwa3ktercios) e tedeschi (mwa3oDoppelsöldner) che distrussero con il fuoco delle loro armi la famosa cavalleria pesante francese, decimando un'intera generazione di grandi signori aristocratici francesicite-ref-68[68].
Legata alla battaglia è la storia della mwa4kzuppa alla pavese, semplice zuppa con pane secco, uova, formaggio e burro, cucinata da una contadina al re appena fatto prigioniero, riguardo alla quale si racconta che al re piacque così tanto da farla inserire nel menù di corte con il nome di mwa4osoupe à la pavoise.
Tuttavia due anni più tardi, nel 1527, i francesi, guidati da mwa4wOdet de Foix, mwa40assediarono nuovamente Pavia e, dopo averla conquistata, desiderosi di vendicarsi delle sconfitte del 1522 e del 1525, la sottoposero a un pesantissimo saccheggio che durò sette giorni. Durante l'assedio, inoltre, il mwa44Castello Visconteo perse (per colpa delle artiglierie francesi) l'ala nord - la più bella, perché conteneva gli appartamenti ducali, con stanze affrescate dal mwa48Pisanello - e le due torri di nordovest e nordest, mentre le campagne attorno alla città furono devastate e alcune chiese suburbane, o vicine alle mwa5amura, furono distrutte o danneggiate. Dopo il saccheggio, i francesi lasciarono in città una debole guarnigione, così esigua che, nel maggio del 1528, dopo un mwa5ebreve assedio, gli imperiali ripresero la città, che fu nuovamente saccheggiata. Tuttavia, nel settembre dello stesso anno, per l'ennesima volta, l'esercito francese mwa5iassediò e occupò Pavia, tuttavia la permanenza dei soldati del re di Francia in città durò poco, nell'ottobre del 1529 gli uomini di mwa5mCarlo V strinsero Pavia e riuscirono a scacciare definitivamente i francesicite-ref-69[69].
Negli stessi, tormentati, anni si formò presso l'mwa5kuniversità mwa5oGirolamo Cardano, mentre, probabilmente nel 1511, mwa5sLeonardo da Vinci studiò anatomia insieme a mwa5wMarco Antonio della Torre, professore di anatomia presso l'mwa50universitàcite-ref-70[70].
A partire dalla seconda metà del XVI secolo divenne fiorente in città la produzione di mwa6mmaiolica, che portò Pavia a essere, fino al Settecento, uno dei principali centri di produzione di tali manufatti nell'mwa6qItalia settentrionalecite-ref-71[71]. Ma la città aveva, come nel passato, un'importanza soprattutto commerciale: le merci che da mwa6kMilano e dal resto della mwa6oLombardia transitavano alla volta di mwa6sGenova passavano da Paviacite-ref-72[72] e, soprattutto, nel mwa7afondaco posto lungo il mwa7eTicino affluiva dall'mwa7iAdriatico il sale, necessario non solo per la conservazione degli alimenti, ma anche per molte attività, come quella casearia. Il sale, da Pavia, era poi distribuito a Milano e in gran parte della Lombardia occidentale e nel mwa7mPiemontecite-ref-73[73].
Tuttavia, in questi decenni, soprattutto per volontà dei re di Spagna, fu rafforzata l'mwa74inquisizione (che aveva sede nella mwa78chiesa di San Tommaso dei mwa8adomenicani e che fu allontanata solo nel 1774 dall'imperatrice mwa8eMaria Teresa) che cominciò a tenere sotto controllo l'ambiente universitariocite-ref-74[74] e anche la comunità ebraica, che nel 1597, per ordine del re mwa8yFilippo II dovette abbandonare Paviacite-ref-75[75].
Nel 1655 il principe mwa8wTommaso Francesco di Savoia mwa80attaccò Pavia con un'armata di 20.000/25.000 soldati francesi, piemontesi e del mwa84duca di Modena, mentre la città era difesa da Galeazzo Trotti che disponeva solo di 3.000 fanti spagnoli, circa 900 cavalieri spagnoli e di alcune migliaia di uomini della milizia urbana. Tuttavia, mwa9aTommaso Francesco di Savoia non riuscì a conquistare Pavia e dovette ritirarsi dopo un mwa9eassedio durato 52 giornicite-ref-76[76].
Nel 1706, dopo un mwa90breve assedio, fu occupata dagli austriaci, che mantennero il controllo della città fino al 1796, nonostante, durante le mwa94guerre di Successione polacca prima e mwa98austriaca poi, Pavia fu occupata nel 1733 dai francesi, nel 1743 da francesi e spagnoli, per essere poi ripresa definitivamente nel 1746 dagli austriaci. Nella seconda metà del Settecento, per impulsò sia di mwa-aMaria Teresa, sia di mwa-eGiuseppe II mwa-il’università conobbe un grande sviluppo, furono chiamati docenti di grande fama, come mwa-mAlessandro Volta, mwa-qLazzaro Spallanzani, mwa-uAntonio Scarpa, mwa-yGiuseppe Frank, mwa-cGiovanni Antonio Scopoli, mwa-gSamuel-Auguste Tissot e mwa-kLorenzo Mascheroni e l’mwa-oateneo divenne uno dei principali d’Europa. Inoltre a Pavia, nel 1777, si laureò mwa-sMaria Pellegrina Amoretti, la prima donna laureata in Giurisprudenza d'Italia.
Nel maggio 1796 mwa-uNapoleone punì la città per mwa-yun'insurrezione contro le forze francesi condannandola ad un saccheggio di tre giorni. Tuttavia, ben presto, mwa-cNapoleone decise di sfruttare l'mwa-gUniversità, le biblioteche e le competenze presenti in città, creando la Scuola Militare per Ufficiali di Fanteria e, nel 1803, la Scuola d'Artiglieria, con annessa fonderia di cannoni in bronzocite-ref-77[77]. Anche l'mwa-0università attraversò un periodo felice, l'età napoleonica vide infatti gli insegnamenti di mwa-4Vincenzo Monti e di mwa-8Ugo Foscolo sulla cattedra di eloquenza, di mwbaaGian Domenico Romagnosi di diritto civile e di mwbaeVincenzo Brunacci di matematica.
Epoca contemporanea
Nel 1814 tornò sotto gli austriaci. Nel 1818 furono portati a termine i lavori del mwbasNaviglio Pavese: il canale, concepito come via d'acqua tra mwbawMilano, Pavia ed il mwba0Ticino e come canale irriguo, contribuì allo sviluppo della città, tanto che già pochi anni dopo la sua realizzazione, nel 1821, alle spalle del castello sorse mwba4Borgo Calvenzano, una lunga serie di edifici porticati dove si trovavano magazzini, osterie, uffici spedizionieri e doganali, alberghi, stalle, tutto in supporto della navigazione interna. Nel 1820 cominciarono a operare nella darsena di Pavia i primi mwba8piroscafi a vapore e, tra il 1854 ed il 1859, il mwbbaLloyd Austriaco organizzò una regolare linea di navigazione, sempre tramite piroscafi a vapore, tra Pavia, mwbbeVenezia e mwbbiTrieste. Pavia divenne nel 1859 parte del mwbbmRegno di Sardegna (futuro mwbbqRegno d'Italia) insieme con il resto della Lombardiacite-ref-treccani-it-39-1[39]. Nell’Ottocento, l’mwbbkuniversità conobbe una forte crescita nel numero degli iscritti e si dotò di nuovi dipartimenti, laboratori, aule e, tra il 1819 e il 1850, allargò la mwbbopropria sede e creando una nuova, e più ampia, aula magna. Nel corso del secolo insegnarono a Pavia docenti di grande notorietà, quali, solo per citarne alcuni, l’anatomista mwbbsBartolomeo Panizza, mwbbwLuigi Porta, il fisiologo mwbb0Eusebio Oehl, mwbb4Paolo Mantegazza, mwbb8Giulio Bizzozero, il botanico mwbcaSanto Garovaglio, il matematico mwbceFrancesco Brioschi, il fisico mwbciGiovanni Cantoni, il geologo mwbcmTorquato Taramelli, il filosofo mwbcqCarlo Cantoni, lo storico mwbcuGiacinto Romano e fu il primo ateneo italiano a ricevere il mwbcyPremio Nobel nella persona del medico e istologo mwbccCamillo Golgi. Nel 1883 con l'annessione del comune dei mwbcgCorpi Santi, la superficie del comune s'ingrandì, negli stessi anni cominciarono a sorgere importanti industrie, come la mwbckNecchi, mentre nel 1905 sorse la mwbcoSNIA Viscosa, prima grande fabbrica italiana di seta artificiale e tessuti sintetici, seguite da molte altre, tanto che nei primi decenni del Novecento gli addetti all'industria in città erano 16.000cite-ref-78[78]. Nel 1895 le famiglie di Jakob e mwbdaHermann Einstein, lo zio e il padre del sedicenne mwbdeAlbert Einstein, si trasferirono a Pavia, dove dal 1894 avevano fondato officine elettrotecniche Nazionali Einstein-Garrone lungo il mwbdiNaviglio Pavesecite-ref-79[79].
Nelle elezioni dell’autunno del 1920 il mwbd4Partito Socialista raggiunse uno straordinario risultato elettorale ottenendo in mwbd8provincia ben 156 sindaci su 220 e 56 seggi su 60 del consiglio provinciale, da subito si scatenò quindi la reazione fascista e i sindaci socialisti vennero cacciati uno dopo l’altro con la violenzacite-ref-pavia-e-dintorni-80-0[80].
La presa di Pavia da parte dei fascisti maturò proprio nei giorni cruciali della mwbeumarcia su Roma e venne coordinata da mwbeyAngelo Nicolatocite-ref-81[81]. Egli stabilì il proprio quartier generale nella locanda Tre Re di mwbesCava Manara, dove furono fatte convergere le forze fasciste. L’operazione ebbe inizio la mattina del 28 ottobre 1922, quando le squadre fasciste entrarono a Pavia e si diressero verso la prefettura, senza incontrare nessuna resistenza da parte del presidio militare della città e in poche ore presero il controllo dei punti nevralgici di Pavia. Le camicie nere fecero poi irruzione nella sede comunale, mwbewpalazzo Mezzabarba. Il sindaco socialista, mwbe0Alcide Malagugini, convocò il consiglio comunale che il 29 ottobre venne scioltocite-ref-82[82]. La carica di sindaco venne assunta dal dirigente fascista mwbfiCesare Forni, espressione dell'ala più dura del partito, legata ai grandi proprietari agraricite-ref-83[83].
In città rimasero comunque attivi alcuni antifascisti, come mwbfgGiorgio Errera, docente di Chimica presso l’mwbfkuniversità. Egli, nel 1923, rifiutò la carica di rettore, che gli era stata proposta dal ministro mwbfoGiovanni Gentile, di cui era amico, e nel 1931 fu uno dei dodici professori universitari italiani (su 1.255) che rifiutò di mwbfsgiurare fedeltà al fascismo e fu per questo messo in pensionecite-ref-84[84]cite-ref-85[85].
Dopo l’mwbgu8 settembre del 1943, Pavia venne occupata dall’esercito tedesco. Nel settembre del 1944 le forze aeree statunitensi effettuarono diversi bombardamenti sulla città con l’obiettivo di distruggere i tre ponti sul mwbgyTicino, strategici per rifornire di uomini, armi e vettovaglie le unità tedesche impegnate lungo la mwbgclinea Gotica. Tali operazioni portarono alla distruzione del mwbggponte Coperto e provocarono la morte di 119 civilicite-ref-86[86]cite-ref-87[87].
La battaglia per la liberazione di Pavia si svolse nella notte tra il 25 e il 26 aprile del 1945, giorno in cui, dopo che la guarnigione tedesca aveva abbandonato la città, le rimanenti forze fasciste si arresero ai partigiani. Il 27 aprile il mwbhiComitato di Liberazione Nazionale prese possesso della prefettura e il 30 aprile entrarono le prime truppe alleate in cittàcite-ref-pavia-e-dintorni-80-1[80].
Il 7 aprile del 1946 si sono tenute le mwbhgprime elezioni comunali dopo la dittatura. Il partito più votato fu la mwbhkDemocrazia Cristiana che ottenne il 32,8% dei voti. Il primo sindaco eletto fu il socialista mwbhoCornelio Fietta. Al mwbhsreferendum istituzionale del 2 giugno del 1946 Pavia assegnò il 67,1% dei voti alla Repubblica, mentre la monarchia ottenne solo il 38,2%cite-ref-88[88].
Simboli
I simboli di Pavia sono lo stemma, il gonfalone e il sigillo, così come riportato nello mwbjiStatuto comunale all'art. 7:
«Viene assunto quale stemma comunale il simbolo storico: croce bianca in campo rosso.
Il Comune fa uso nelle cerimonie ufficiali del gonfalone.
Il sigillo del Comune ha il Regisole.»
(Art. 7 dello Statuto comunalecite-ref-89[89])
Lo stemma e il sigillo sono stati riconosciuti con D.C.G. del 12 marzo 1943.cite-ref-90[90] Il gonfalone utilizzato dalla moderna città di Pavia riprende fedelmente quello usato dal comune di Pavia almeno dal XIII secolo: un vessillo rosso con una mwbj0croce di San Giovanni Battista di colore bianco. Tale simbolo, probabilmente derivato dalla mwbj4mwbj8blutfahne, l'originaria bandiera del sovrano del mwbkaSacro Romano Impero, aveva un chiaro significato politico: rimarcare l’appartenenza di Pavia alla mwbkefazione ghibellina. Anche lo stemma del comune raffigura la croce di San Giovanni Battista che, a partire dalla fine del XVI secolo, ha cominciato a essere rappresentata in forma ovale e all’interno di una ricca cornicecite-ref-bozzetti-91-0[91], in cima alla quale si trova un mascherone dotato di corona comitale e spesso affiancato da due angeli che reggono lo scudo e dalle lettere CO-PP (mwbkyComunitas Papiecite-ref-pavia-araldicacivica-92-0[92]).
Nel 1396 l'imperatore mwbkwVenceslao concesse a mwbk0Gian Galeazzo un diploma con il quale venne regolato il sistema successorio al trono del mwbk4ducato di Milano basandolo sulla primogenitura maschile e Pavia fu elevata a contea. Da quella data all'erede al trono ducale fu conferito il titolo di mwbk8Conte di Paviacite-ref-93[93] (innalzato poi dall'imperatore mwblqMassimiliano nel 1499 a quello di principecite-ref-94[94]). Da allora, l'originario stemma comunale cominciò a essere affiancato da quello della contea, che era bipartito con al lato sinistro il mwblkbiscione visconteo in un campo bianco, mentre in quello sinistro campeggiavano tre aquile nere in campo giallocite-ref-pavia-araldicacivica-92-1[92].
Il sigillo del comune raffigura il mwbl8mwbmaRegisolecite-ref-bozzetti-91-1[91], un'antica statua equestre tardoantica in bronzo originariamente collocata all'interno del mwbmuPalazzo Reale e, verosimilmente nell'XI secolo, posta nella piazza del mwbmyduomo. La statua fu abbattuta dai mwbmcgiacobini nel 1796.
Onorificenze
La città di Pavia è la ventitreesima tra le 27 mwbmoCittà decorate con medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del mwbmsRisorgimento, periodo, definito dalla mwbmwCasa Savoia, compreso tra i mwbm0moti insurrezionali del 1848 e la fine della mwbm4prima guerra mondiale nel 1918.
Medaglia d'oro alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«In ricompensa delle benemerenze patriottiche acquistate durante il periodo del risorgimento nazionale. Oltre al coinvolgimento nelle fasi più importanti della I e II guerra d'indipendenza, Pavia ha svolto, grazie alla sua prestigiosa università, un ruolo fondamentale per la formazione politica dei patrioti e il radicamento di una coscienza civile italiana.»
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22 novembre 1909
Grande medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Alla Città di Pavia»
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Regio Decreto 5 giugno 1910
Titolo di Città
«In quanto facente parte delle Città Regie della Lombardia, costituite con Patente I.R. del 24 aprile 1815 nel
Regno Lombardo-Veneto
»
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Vienna, 7 aprile 1815 - l'
Imperatore d'Austria
Francesco I
Monumenti e luoghi d'interesse
Le mwbocstrade e piazze di Pavia presentano diverse evidenze storiche e architettoniche sia di carattere religioso sia civili. Gran parte del patrimonio artistico-architettonico di Pavia si trova nel centro storico, che mantiene, dal punto di vista urbanistico, l’mwbogimpianto ortogonale impostato nel I a.C. quando la città fu fondata, in parte ripreso anche nelle aree del centro sviluppatesi nel medioevo al di fuori della cerchia muraria di mwboketà classica.
Architetture religiose
Basilica di San Michele Maggiore
mwbpmBasilica di San Michele Maggiore, è il più famoso e importante monumento religioso medievale della città. Capolavoro dello stile mwbpqromanico lombardo, la chiesa raccoglie numerose testimonianze del periodo in cui Pavia era la capitale del regno italico. Una prima chiesa di San Michele fu costruita originariamente nel periodo mwbpulongobardo (a questo periodo risale la parte inferiore del campanile), ma fu distrutta da un incendio nel 1004; la costruzione attuale ebbe inizio alla fine dell'XI secolocite-ref-1-97-0[97] (a cui risalgono la cripta, il coro e i transetti), probabilmente a seguito del terremoto del 1117cite-ref-referencea-98-0[98], e venne probabilmente completata intorno al 1130cite-ref-1-97-1[97]. La basilica di San Michele è considerata il prototipo delle numerose chiese medievali pavesi: tuttavia si discosta dalle altre chiese cittadine per l'utilizzo estensivo, sia per la struttura sia per le decorazioni, della fragile pietra arenaria in luogo del cotto, e anche per la particolare e complessa conformazione architettonica, che prevede una pianta a croce latina a tre navate con mwbqimatronei e un transetto particolarmente sviluppato, dotato di una propria autonoma facciata sul lato settentrionale. La basilica fu sede di numerosi eventi importanti, tra cui le incoronazioni di mwbqmBerengario I (888), mwbqqGuido II (889), mwbquLudovico III (900), mwbqyRodolfo II (922), mwbqcUgo (926), mwbqgBerengario II e suo figlio mwbqkAdalberto II (950), mwbqoArduino (1002), mwbqsEnrico II (1004) e mwbqwFederico Barbarossa (1155).
Duomo di Pavia
mwbrsDuomo di Pavia, dedicato a Santa Maria Assunta e a Santo Stefano (protomartire), è un'imponente costruzione con pianta a croce grecacite-ref-99[99]. Il cantiere per la cattedrale fu aperto (con la demolizione delle due originarie basiliche dell'XI e XII secolo) nel 1488 su ordine del vescovo mwbsaAscanio Maria Sforza Visconti: la struttura rimase per secoli incompleta, fino alla fine del XIX secolo, quando furono completate la cupola e la facciata, rispettivamente nel 1885 e nel 1898, secondo il progetto originale di mwbseGiovanni Antonio Amadeo. La cupola centrale, il cui disegno è attribuito al mwbsiBramante, a pianta ottagonale, con un'altezza di 97 metri, una luce di 34 e un peso nell'ordine delle 20.000 tonnellate, è la quarta in Italia per dimensioni. Dopo quasi 17 anni di lavori di restauro e messa in sicurezza della cupola, nel 2013 la chiesa è stata riaperta ai fedeli. A fianco del Duomo era situata la mwbsmTorre civica, di cui si ha menzione fin dal 1330 e che era stata ulteriormente innalzata nel 1583 da mwbsqPellegrino Tibaldi. La torre crollò improvvisamente la mattina del 17 marzo 1989 per cause sconosciute, provocando quattro vittime e 15 feriti, e da allora non è stata più ricostruita.
Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro
mwbscBasilica di San Pietro in Ciel d'Oro, le cui origini sono da ricercarsi all'inizio dell'VIII secolo, fu, secondo la tradizione, fondata da re mwbsgLiutprandocite-ref-100[100]. Ricostruita a partire dall'XI secolo, la costruzione moderna è stata consacrata nel 1132cite-ref-101[101]. La facciata, la cupola e il pavimento a mosaico sono simili a mwbteSan Michele Maggiore, senza però le caratteristiche sculture. San Pietro in Ciel d'Oro, che insieme con San Michele è la più spaziosa tra le basiliche romaniche pavesi, si distingue comunque dall'altra costruzione per l'uso intensivo del cotto in luogo dell'arenaria, per la facciata visibilmente asimmetrica dotata di un solo portale, e internamente per l'assenza dei matronei e per il transetto più corto, non sporgente dalla pianta rettangolare del tempio. L'esterno è decorato con mwbtibacini ceramici islamici.
All'interno, murata nell'ultimo pilastro della navata destra, si trova la tomba del re longobardo mwbt8Liutprando (m. 744), le cui ossa furono ritrovate nel 1896. Nella chiesa sono anche conservate le reliquie di mwbuaSant'Agostino, portate qui da Liutprando dalla mwbueSardegna. Le reliquie del Santo sono conservate nella famosa mwbuiArca di sant'Agostino, la cui mole marmorea è visibile sull'altar maggiore. L'Arca fu realizzata da mwbumGiovanni di Balduccio tra 1362 e il 1365 ed è ornata da almeno 150 tra statue e bassorilievi. La chiesa è nominata anche da mwbuqDante Alighieri, che, nel X canto del Paradiso, vv.127-129 (nella mwbuuDivina Commedia), riporta questi versi: mwbuyLo corpo ond'ella fu cacciata giace / giuso in Ciel d'Auro, ed essa da martiro / e da essilio venne in questa pace; ci si riferisce all'anima di mwbucSeverino Boezio, un Romano consigliere del re ostrogoto mwbugTeodorico, fatto da questi giustiziare sotto l'accusa di tradimento. Il corpo di Boezio è anch'esso conservato infatti nella Basilica, precisamente nella cripta.
Chiesa di Santa Maria del Carmine
mwbvaChiesa di Santa Maria del Carmine, è uno dei più noti esempi di architettura gotica a mattoni nel nord Italia. La costruzione del grandioso edificio incominciò nel 1374cite-ref-referencea-98-1[98] su progetto attribuito a mwbvuBernardo da Venezia, per giungere a compimento, con la facciata, nel 1461. È, dopo la Cattedrale, la più vasta chiesa della città, con un perimetro rettangolare di metri 80 × 40, entro il quale trova posto una ardita struttura a croce latina a tre navate affiancate da cappelle. La facciata è caratteristica per il grande rosone e le sette guglie. L'elegante campanile, alto oltre settanta metri, è considerato il maggiore e il più bello della città. Venne restaurata fra il 2006 e il 2010.
mwbvcChiesa di San Gervasio e Protasio
mwbv4Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, secondo il cronista mwbv8Opicino de Canistris, questa è la più antica chiesa della città, fondata in epoca romana attorno al IV secolocite-ref-102[102], e ospitò per più di seicento anni il corpo di mwbwqSan Siro, fondatore della prima comunità cristiana pavese e della chiesa, vissuto nella prima metà del IV secolo d.C. Fu intitolata ai santi Gervasio e Protasio, martiri del III secolo, per la custodia delle loro reliquie, scoperte a Milano da Sant'Ambrogio nel 386 e portate a Pavia da mwbwusant’Invenzio, che fu il terzo vescovo di Pavia dopo San Siro e San Pompeo. In questa chiesa oltre ai santi vescovi Siro e Pompeo fu sepolto il re longobardo mwbwyClefi nel 574 e, successivamente, il figlio, re mwbwcAutari; fu gestita dai chierici dei monaci di San Colombano di Bobbio. Nel corso degli anni è testimoniata la presenza di monaci benedettini a partire dal XII secolo, e di un ospizio per pellegrini, istituito nel 1366 e rifabbricato verso la fine del XVI secolo, quando viene affidato al Terz'Ordine Francescano. Furono sempre i Francescani, tra il 1712 e il 1718, a riedificare la chiesa come la vediamo adesso, invertendone l'orientamento. In seguito a questa trasformazione sono state demolite la facciata romanica, sostituita dall'attuale abside, e l'abside originaria, sostituita dalla nuova facciata in stile classico. Nel 2004 è stato rinvenuto, nella cappella di San Siro, un ciclo di affreschi del XVI secolo, di cui nel 2009 si è completato il restauro, che permette di qualificarlo come il ritrovamento storico-artistico più importante del secolo a Pavia.
Chiesa di San Teodoro
mwbw8Chiesa di San Teodoro, è una chiesa di impianto tardo romanico situata nel centro storico di Pavia. Risalente al XII secolocite-ref-referencea-98-2[98], l'aspetto originario è stato ripristinato con i restauri effettuati a cavallo del '900. Ospita cicli di affreschi rappresentanti le Storie di Sant'Agnese e San Teodoro e due importanti affreschi attribuiti a mwbxqBernardino Lanzani con vedute di Pavia del XVI secolo.
Chiesa di Santa Maria di Canepanova
mwbxcChiesa di Santa Maria di Canepanova, opera rinascimentale, che secondo un'antica tradizione fu progettata dal mwbxgBramante, e sicuramente edificata dall'mwbxkAmadeo dal 1500 al 1507cite-ref-103[103]. La chiesa è stata costruita per celebrare un affresco mwbx4quattrocentesco ritenuto miracoloso dalla tradizionecite-ref-104[104], raffigurante la mwbymMadonna del Latte che si trovava sulla facciata di una casa di Viscardo della famiglia nobile dei Canepanova, i quali sovvenzionarono in parte i lavori, dando anche il nome alla chiesa stessa. A pianta quadrata, la decorazione interna fu realizzata all'inizio del Seicento da vari pittori di scuola barocca.
Altre chiese
• mwbywChiesa di San Francesco, duecentescacite-ref-referencea-98-3[98], ha una facciata degna di nota, peculiare per la presenza del portale centrale sdoppiato. La chiesa, molto grande, presenta un impianto a croce latina, con copertura a capriate lignee nella navata centrale e a volta nel capocroce. Anche se relativamente meno nota rispetto agli edifici di culto sopra descritti, San Francesco è, in termini di dimensioni, la terza chiesa della città dopo il Duomo e Santa Maria del Carmine.
• mwbziChiesa di San Giovanni Domnarum, fondata dalla regina mwbzmGundeperga nel 654cite-ref-105[105], si trova in pieno centro storico, inglobata in un cortile di abitazioni civili, ospita una cripta altomedievale scoperta nel 1914.cite-ref-106[106]
• mwbz4Chiesa di San Giorgio in Montefalcone di periodo medioevale (forse fondata in mwbz8età longobardacite-ref-107[107]) in pieno centro storico sorge su una specie di fortilizio da cui probabilmente all'epoca si dominava il corso del Ticino. Attaccato alla chiesa vi è un ossario a vista.
• mwbauChiesa dei Santi Primo e Feliciano, la parte esterna ha forme mwbayromaniche come la facciata in mattone restaurata nel 1940.cite-ref-108[108] Nel secolo XVI l'interno della chiesa fu ridotto a una sola navata e completamente riadattato in stile barocco.
• mwbawChiesa di Santa Maria in Betlem, fu costruita nel 1130cite-ref-referencea-98-4[98] nel sito in cui già sorgeva un oratorio di mwbbeetà carolingia di cui, sotto il pavimento della chiesa attuale, si conservano i resti. La chiesa, presso la quale si trovava un ospedale che forniva assistenza e cura ai pellegrini diretti in mwbbiTerra santa e ai malati, era dipendente dal vescovo di mwbbmBetlemme e presenta forme mwbbqromaniche.
• mwbbyChiesa di Santa Maria Teodote. La chiesa fu parte del monastero di Santa Maria Teodote, detto anche di Santa Maria della Pusterla, che fu uno dei più antichi e importanti mwbbcmonasteri femminili di Pavia. Fondato tra il 679 e il 700 da re mwbbgCuniperto, fu soppresso nel 1799 e dal 1868 ospita il mwbbkseminario diocesano.cite-ref-109[109]
• mwbb8Cappella di San Salvatore, nel lato orientale del chiostro mwbcarinascimentale del mwbcemonastero di Santa Maria Teodote (Attuale mwbciseminario della diocesi di Pavia) si trova la piccola cappella mwbcma pianta centrale edificata nell'ultimo ventennio del Quattrocento e riccamente affrescata da mwbcqBernardino Lanzani tra il 1506 e il 1507.
• mwbcsChiesa di San Luca, oratorio della Confraternita dei Disciplini, venne consacrata il 21 dicembre 1609. È situata nella parte orientale del centro della città, lungo l'importante direttrice viaria per mwbcwPiacenza e mwbc0Cremona. La facciata è posta a nord lungo l'attuale Corso Garibaldi ad attestare l’importanza della strada.cite-ref-110[110]
• mwbdmChiesa di Sant'Eusebio, aveva come cripta una costruzione del VII secolo,cite-ref-referencea-98-5[98] ancora conservata e visitabile in piazza Leonardo da Vinci, rarissimo esempio di mwbdgarchitettura longobarda.
• mwbdoChiesa di San Lazzaro, fondata nel 1157 da Gislenzone Salimbene, e dai figli Siro e Malastreva, unitamente all'omonimo ospedale, l'attuale edificio fu realizzato in forme mwbdsromaniche nella prima metà del Duecento.cite-ref-referencea-98-6[98] La facciata è arricchita da bacini ceramici di origine mwbeabizantina, mentre alcuni capitelli risalgono all'età mwbeeCarolingia. L'interno, restaurato negli anni'30, conserva vaste tracce di affreschi del XIII secolo. La chiesa e l'annesso ospedale, nel XVI secolo passarono sotto il controllo dell'mwbeiOrdine dei Santi Maurizio e Lazzaro, sotto il quale rimase fino alla metà dell'Ottocento.cite-ref-111[111]
• mwbe4Monastero e chiesa di San Pietro in Verzolo, sorto (forse su un precedente edificio di età mwbe8longobarda) nel X secolo come monastero mwbfabenedettino. Nel 1486 ai mwbfebenedettini subentrarono i mwbficistercensi di mwbfmChiaravalle, fino al 1798, quando il monastero venne soppresso, mentre la chiesa, come parrocchia, sopravvisse. Gran parte della struttura della chiesa e degli edifici annessi, come il piccolo chiostro, sono strutturati su murature dell'XI secolo, realizzate con molti laterizi romani di recupero e ciottoli fluviali, come pure di recupero pare essere uno dei capitelli, di età longobarda, inserito nella romaniche bifore del chiostro. La facciata fu rifatta nella seconda metà del Cinquecento, mentre l'interno della chiesa fu modificato nella prima metà del Settecento.cite-ref-112[112]
• mwbf8Monastero e chiesa di San Salvatore, le cui origini risalgono al VII secolo,cite-ref-113[113] fu infatti fondata da re mwbgqAriperto I nel 657 e venne ricostruita dall'mwbguAmadeo nel XV-XVI secolocite-ref-114[114]
• mwbgsChiesa di San Lanfranco, risalente al XII secolocite-ref-referencea-98-7[98], contiene la tomba del vescovo mwbhaLanfranco Beccari (m. 1189), realizzata nel 1498 dallo scultore e architetto mwbheGiovanni Antonio Amadeo (1447-1552), nato a Pavia. All'interno della chiesa vi è un affresco, tra i più antichi della città (XIII secolo), scoperto nel 1930 sotto l'intonaco, raffigurante l'assassinio di mwbhiTommaso Becket. La scena ritrae il vescovo che indossa la mwbhmcasula mentre viene colpito da cinque sicari.
• mwbhuChiesa di Santa Maria delle Grazie, seicentesca,cite-ref-115[115] ha la dignità di mwbhobasilica minore
• mwbhwChiesa di Santa Maria in Corte Cremona: il nome della chiesa (documentata almeno dal 1232) deriva dal fatto che nelle sue vicinanze sorgeva il palazzo (corte) dove il mwbh0vescovo di Cremona alloggiava quando, nell’alto medioevo, giungeva a Pavia (allora capitale del mwbh4regno d'Italia) in occasione di mwbh8placiti, incoronazioni e alti eventi che si svolgevano in città.cite-ref-116[116]
• mwbiuChiesa di Santa Maria di Caravaggio. Situata nella periferia ovest della città, la chiesa sorse, su progetto di mwbiyGiovanni Muzio, nel 1956.
Chiese inglobate in edifici residenziali o adattate ad altri usi
Nella seconda metà del XVIII nella città e nelle sue aree suburbane si trovavano oltre 140 chiese e cappelle, un numero spropositata per un centro delle dimensioni di Pavia. Tale fenomeno era principalmente dovuto al ruolo di capitale ricoperto dalla città dall’mwbiketà longobarda fino al 1024, infatti, solo tra il 569 e il 774 furono fondati almeno 21 chiese e monasteri (ma il numero potrebbe essere più elevato, dato che anche altri edifici religiosi urbani tradizionalmente vengono, pur in assenza prove documentarie o archeologiche, ritenuti di mwbioetà longobarda), gran parte di essi furono istituiti da sovrani e dalle maggiori aristocrazie del regno, soprattutto con lo scopo di trasformarle in mausoleicite-ref-117[117]. A partire dal regno di mwbi8Giuseppe II (come nel resto della mwbjaLombardia Austriaca) e fino a tutta l’mwbjeetà napoleonica, gran parte di tali chiese ed enti religiosi vennero soppresse e i loro edifici furono destinato a uso pubblico (principalmente caserme, università, collegi e scuole) o ceduti a privati, che molto spesso li fecero demolire per sostituirli con abitazioni civili.
• mwbjkChiesa di San Colombano maggiore. La chiesa di origine mwbjolongobarda, dotata di mwbjsxenodochio per i pellegrini, gestita dai monaci di San Colombano di Bobbio, è attestata da documenti fin dal IX secolocite-ref-118[118]cite-ref-119[119]; tra le fonti edite di carattere generale, la parrocchia è citata nel 1250 nei documenti concernenti l'estimo pavese del secolo XIII; è elencata tra le parrocchie di Porta Palacensis nelle mwbkqRationes decimarum del 1322-1323; compare nei rogiti del cancelliere episcopale Albertolo Griffi degli anni 1370-1420; è ancora menzionata negli atti della visita pastorale compiuta nel 1460 da Amicus de Fossulanis. La parrocchia di San Colombano fu soppressa nel 1565 e unita alla mwbkuparrocchia dei Santi Giacomo e Filippo concentrando i redditi e i diritti. Convertita a uso magazzino, conserva gran parte della sua ossatura, con la navata centrale e quella di sinistra divise da pilastri. La facciata è in gran parte integra, e rivela elementi nuovi rispetto alla precedente serie delle basiliche romaniche pavesi. Nel 1963 sono stati distrutti gli avanzi del presbiterio e dell'abside centrale, mentre la navata destra è mancante da tempo.
• mwbkcChiesa di San Felice. Il monastero benedettino femminile di San Felice fu fondato nel 760 da re mwbkgDesideriocite-ref-120[120] e dotato, nei secoli seguenti, da re e imperatori di grandi possessioni terriere. Soppresso nel 1785, divenne un orfanotrofio. Attualmente è sede del Dipartimento di mwbk0Scienze Economiche e Aziendali. Conserva l'antica chiesa, le cui strutture risalgono alla metà dell'VIII secolo, all'interno della quale vi è la cripta di mwbk4età longobarda e alcune tombe datate tra l'VIII e il IX secolocite-ref-referencea-98-8[98]. Il chiostro fu rifatto tra la fine del XV secolo e i primi anni del Cinquecento.
• mwblqChiesa di San Marino. La chiesa, con annesso monastero benedettino, di San Marino fu fondata nell'VIII secolo dal re longobardo mwbluAstolfo, che fu seppellito al suo interno. La struttura subì rimaneggiamenti nel XII secolocite-ref-121[121] e poi, più consistenti, tra Cinque e Seicento. Al suo interno si conserva una pala del mwbloGiampietrino.
• mwblwChiesa di Santa Maria delle Cacce. Fondata nel VIII secolo, forse da re mwbl0Rachis o mwbl4Desiderio, fu un monastero mwbl8Benedettino Femminile, poi soppresso nel 1799. L'edificio monastico fu ricostruito nel Cinquecento e attualmente è adibito a edificio scolastico, mentre la chiesa fu rifatta nel XVII secolo, pur conservando elementi, come la cripta, del primitivo edificio di mwbmaetà longobarda
• mwbmkChiesa di San Maiolo. ll monastero di San Maiolo fu fondato nell'anno 967 dal giudice Gaidolfo, che lo donò all’abate di mwbmoCluny mwbmsSan Maiolo. Ben presto il monastero divenne il principale centro di diffusione della mwbmwriforma cluniacense nel Nord Italia. Nel XIII secolo iniziò la decadenza del monastero, che divenne commenda nel 1380 e fu infine soppresso nel 1564 e affidato alla Congregazione Somasca. Nel 1596 la chiesa medievale fu ricostruita in forme mwbm4manieriste. Nel 1790 la casa venne soppressa e passò nelle mani di privati. Acquistato dalla mwbm8Stato Italiano negli anni ’60, ospita ora l’mwbnaArchivio di Stato di Pavia. Degno di nota è il chiostro quattrocentesco, che conserva tracce della chiesa romanicacite-ref-122[122].
• mwbnsChiesa di San Tommaso. Il monastero benedettino femminile di San Tommaso è menzionato per la prima volta in un diploma imperiale di mwbnwArnolfo del 889. La chiesa fu ricostruita nel 1213 e nel 1302 divenne sede dei frati mwbn0Domenicani. A partire dal 1320 iniziarono i lavori per la costruzione della nuova, e più grande, chiesa, tuttavia, a causa delle numerose interruzioni, il cantiere fu ultimato solo nel 1478. Nel 1786 il monastero venne soppresso da mwbn4Giuseppe II e trasformato nel Seminario Generale per la Lombardia Austriaca. mwbn8Giuseppe Piermarini, incaricato di adattare il complesso alla nuova destinazione, modificò pesantemente la chiesa. Pochi anni dopo, nel 1791, il seminario venne chiuso e il complesso divenne una caserma, e tale rimase fino agli anni ’80 del Novecento, quando fu ceduto all’Università degli Studi di Pavia.
• mwboeChiesa di San Pietro in Vincoli. Si trova in un vicolo del centro storico (Via Cravos) da cui si vedono le forme della facciata. Fu edificata sopra le rovine di un tempio pagano e la chiesa originaria risale all'epoca mwboilongobarda. La chiese prese successivamente il nome di San Sebastiano, dopo il trasferimento di una reliquia (un braccio) del santo che secondo la tradizione riuscì a fermare un'epidemia di peste scoppiata in città nel VII secolo. La funzione religiosa dell'edificio cessò nel 1788, quando fu trasformata in abitazioni e magazzini.
• mwboqChiesa di Santa Mostiola, documentata fin dal 925, fu ricostruita intorno al XII secolo, fu concessa nel 1254 ai monaci mwbouEremitani di Sant’Agostino, che, intorno a essa eressero un convento. Nel 1566 passò alle monache mwboyBenedettine di mwbocMonte Oliveto e venne soppressa nel 1799.
• mwbokChiesa di Santa Maria Gualtieri, la cui facciata si trova nel lato orientale della centrale Piazza della Vittoria. Il nucleo originario è del X secolo; venne sconsacrata nel 1789 e inglobata in edifici residenziali. Nel 1991 si sono conclusi dei lunghissimi restauri che hanno portato in parte a isolare di nuovo l'edificio. L'abside meridionale contiene la più antica testimonianza di resti pittorici mwbooromanici di Pavia. È ora adibita a sala convegni del Comune.
• mwbowChiesa di Sant'Epifanio. Sorse nel V secolo per opera del vescovo mwbo0Epifanio, venne ricostruita nel 1239 e nel 1451 fu affidata ai mwbo4Canonici Lateranensi. Venne sconsacrata nel 1773 e divenne sede dell'mwbo8Orto Botanico dell'mwbpaUniversità di Pavia.
• mwbpiChiesa di San Francesco di Paola. Progettata dall'architetto mwbpmGiovanni Antonio Veneroni, sorse, a fianco del convento dei Padri Minimi di mwbpqSan Francesco di Paola nel 1715 e fu terminata nel 1738. Sconsacrata nel 1805, è ora Aula Magna del mwbpuCollegio Ghislieri.
• mwbpcSanti Giacomo e Filippo. Già esistente come chiesa di San Filippo nel 1250, fu ricostruita nel 1626, nel 1680 fu affidata ai mwbpgMissionari Lazzaristi di mwbpkSan Vincenzo e, tra il 1887 e il 1928 ai mwbpopadri stimmatini, è ora sede universitaria.
• mwbqeChiesa di San Nicolò della Moneta. Già menzionata nel 1250, era posizionata vicino alla mwbqizecca. La chiesa fu ricostruita nel 1609 e fu sconsacrata nel 1789.
• mwbqqOratorio dei Santi Quirico e Giulitta, documentato nel 929, nel 1574 venne soppresso. Nel 1733 mwbquCarlo Ambrogio Mezzabarba incaricò l'architetto mwbqyGiovanni Antonio Veneroni di edificare un nuovo edificio di culto a fianco della sontuosa dimora del casato pavese (mwbqcpalazzo Mezzabarba), a non molta distanza dal luogo in cui si trovava la precedente chiesa.
• mwbqkChiesa di Santa Clara. Le prime notizie sull'edificio risalgono al 1244, quando la chiesa era parte del monastero mwbqocistercense femminile di Santa Maria mwbqsde Ortiscite-ref-referencea-98-9[98], nel 1474 nel monastero si insediarono le monache mwbrafrancescane osservati. L'ente venne soppresso nel 1782 e trasformato, prima in collegio e poi in caserma. Nel 1935 il complesso fu acquistato dal comune di Pavia e sono in corso restauri.
• mwbriChiesa di San Zeno. Già documentata nel 1187, in base al piano di riordino delle parrocchie urbane del 1788, fu soppressa e, nel 1794, fu acquistata dal marchese mwbrmLuigi Malaspina e in gran parte demolita per fare spazio al suo palazzo. Conservava al suo interno la tomba del nipote di mwbrqFrancesco Petrarca, la cui epigrafe, dettata dal nonno, si conserva ora nei mwbruMusei Civici.
• mwbrcOratorio del Crocifisso, Si tratta di un piccolissimo oratorio cinquecentesco dalle eleganti modanature in cotto.
• mwbr4Chiesa di San Giuseppe. Inizialmente dedicata ai mwbr8Santi Cosma e Damiano, esisteva già dal XIII secolo e fu radicalmente ricostruita nel 1572.
• mwbseChiesa di San Giacomo della Vernavola. La chiesa esisteva già nel XII secolo, ed era officiata dai mwbsibenedettini stanziati nel monastero annesso. Nel 1421 subentrarono i mwbsmfrati Minori di San Francesco, che nel 1458 ricostruirono la chiesa. Il monastero venne soppresso nel 1805, la chiesa fu demolita pochi anni dopo, mentre il complesso e il suo giardino, fu adibito a sede dell'Orto Agrario dell'mwbsqUniversità, mentre ora è caserma dei Carabinieri Nucleo Forestale della mwbsuprovincia di Pavia.
• mwbscChiesa di Santa Chiara la Reale. Fondata da mwbsgBianca di Savoia nel 1380, che insediò le mwbskClarisse nel monastero annesso. Nel 1789 la chiesa e il monastero vennero soppressi e nel 1803 la chiesa venne demolita, mentre furono conservati il chiostro Cinquecentesco e parte delle strutture monastiche.
• mwbssChiesa di Santa Maria d'Ognissanti. menzionata nel Trecento come Sant'Agostino in porta Marenga da mwbswOpicino de Canistris, apparteneva all'ordine degli mwbs0Umiliati. Nel 1568 passò ai mwbs4certosini e nel 1803 venne soppressa.
• mwbtaChiesa della Santissima Trinità, costituisce il lato meridionale della piazza in cui si affaccia la mwbteChiesa di Santa Maria del Carmine, fu fondata, intorno al 996, dal conte Bernardo e da sua moglie Roglinda. La facciata prospetta nello slargo che si apre in fondo alla piazza.
• mwbtmChiesa di Sant'Antonio da Padova. La chiesa fu realizzata nel XVI secolo dai mwbtqcappuccini e ora, dopo vari passaggi, venne acquisita nel Novecento dal mwbtucollegio Borromeo, che la trasformò in un'aula didattica.
• mwbtcChiesa della Pia Casa de' poveri derelitti di Gesù Cristo, sorta nel 1726 su progetto di mwbtgGiovanni Antonio Veneroni presso la Pia Casa dei derelitti, nel 1790 fu soppressa e, due anni dopo, trasformata in caserma.
• mwbtoChiesa di Santo Spirito e Gallo. Fondata da mwbtsGian Galeazzo Visconti nel 1395 a risarcimento della chiesa di San Gallo fatta demolire dal padre mwbt0Galeazzo II per fare spazio alla costruzione del mwbt4castello, ospitò un monastero mwbt8benedettino, che fu soppresso nel 1799.
• mwbuyChiesa di Santa Maria Annunciata. Sorta nel XV secolo presso l'omonimo convento mwbucagostiniano femminile, fu soppressa nel 1799 e ora è adibita a sala conferenze.
• mwbukOratorio della Confraternita di San Rocco e della Misericordia che si occupava di assistere nelle ultime ore i condannati a morte. Si trova nella attuale via Venti Settembre, dopo aver ospitato per anni un cinema e ora una libreria.
Chiese andate distrutte
• Chiesa di San Colombano minore (o mwbu4San Colombano de Cellanova), fondata in epoca longobarda nel VIII secolo era gestita dai monaci di San Colombano di Bobbio. Era situata all'incrocio di via XX Settembre/via Roma dove ora sorge la mwbu8Chiesa di Santa Maria del Carmine). Fu soppressa nel 1346 e i suoi redditi assegnati al Prevosto e al Capitolo della mwbvaChiesa di San Giovanni Domnarum. Distrutta a partire dal 1373 assieme alla Chiesa dei Santi Faustino e Giovita per far posto alla nuova mwbveChiesa di Santa Maria del Carminecite-ref-123[123]cite-ref-124[124].
• mwbvsChiesa di Sant'Agata al Monte, fondata da re mwbvwPertarito tra il 671 e il 688 nel punto in cui il sovrano riuscì, calandosi dalle mwbv0mura della città, a sfuggire ai sicari inviati dall’usurpatore mwbv4Grimoaldo, fu sede prima di un monastero femminile mwbv8benedettino e poi, dal 1242, mwbwafrancescano. Il monastero venne soppresso nel 1782, la chiesa fu officiata fino al 1813 e venne demolita nel 1907.
• Chiesa dei Santi Faustino e Giovita entro le mura, di proprietà dei canonici regolari di mwbwmSan Pietro in Ciel d'Oro, nel 1364 i mwbwqCarmelitani dovettero abbandonare il luogo che occupavano dal 1298 a nord della città per far posto a una nuova residenza viscontea e ricevettero in cambio dal Duca mwbwuGian Galeazzo Visconti l'uso della chiesa. A partire dal 1373 i mwbwyCarmelitani avviarono la costruzione della nuova mwbwcChiesa di Santa Maria del Carmine.
• mwbwkChiesa di San Giovanni in Borgo, fondata dal vescovo Massimo (499- 501cite-ref-pavia-e-dintorni-s-giovanni-in-borgo-125-0[125]) in una area in cui si trovava una necropili di età romanacite-ref-126[126], fu ricostruita in forme romaniche nel XII secolo. Fu soppressa e unita a San Michele Maggiore nel 1805. Dopo la soppressione, l'edificio fu acquistato dal mwbxiCollegio Borromeo e nel 1818 fu definitivamente distruttocite-ref-pavia-e-dintorni-s-giovanni-in-borgo-125-1[125].
• Monastero e chiesa di Sant'Apollinare
• mwbxoSant'Andrea dei Reali, già documentata nell'XI secolo, fu ufficiata prima dai mwbxsbenedettini e poi dai mwbxwdomenicani e venne soppressa nel 1570. I suoi resti furono rinvenuti negli anni'60 del Novecento durante la costruzione di un condominiocite-ref-127[127].
• mwbycChiesa di Santa Maria alle Pertiche, che era una delle più importanti chiese dell'epoca mwbyglongobarda, secondo mwbykPaolo Diacono venne fondata da mwbyoRodilinda, moglie di mwbysPertarito nel VII secolo. Presso la chiesa si trovava la necropoli più importante del regno. Venne demolita nel 1813 e del complesso si conserva solo il chiostro del XV secolo e alcuni resti murari inglobati nelle abitazioni sorte dopo la soppressione della chiesa (via Santa Maria alle Pertiche n.3cite-ref-128[128]).
• mwbzeBasilica di Sant'Ambrogio, fondata da re mwbziGrimoaldo intorno al 650, che fu sepolto in essa, si trovava a poche decine di metri dalla mwbzmBasilica di San Michele in via Capsoni. Venne sconsacrata nel 1786 e poi, nel 1837, demolitacite-ref-129[129].
• Chiesa di Sant'Adriano, fondata da re mwbzoAnsprando nell'VIII secolo, secondo mwbzsPaolo Diacono ospita le sepolture dei corpi dei re mwbzwAnsprando, mwbz0Liutprando e mwbz4Ildeprandocite-ref-130[130] (i corpi di mwb0mAnsprando e mwb0qLiutprando furono poi trasportati, nel XII secolo, nella mwb0uBasilica di San Pietro in Ciel d'Oro). Fu demolita intorno al 1360 per dare spazio al cantiere del mwb0ycastello Visconteocite-ref-131[131].
• Chiesa di San Donnino, non si conosce il periodo esatto in cui sorse la chiesa, che nel 1387 venne acquisita da mwb00Bianca di Savoia, consorte di mwb04Galeazzo II. Fu poi unità alla chiesa di Santa Maria Nuova e soppressa alla fine del Settecentocite-ref-132[132].
• Chiesa di Sant'Elena, documentata dall'874, nell'XI presso la chiesa sorse un monastero mwb1ubenedettino femminile. Ricostruita tra il 1651 e il 1653, venne soppressa nel 1799 e demolita. Del complesso monastico rimangono ancora alcune tra tracce in via Bernardino da Feltrecite-ref-133[133].
• Chiesa di Sant'Innocenzo. La chiesa risulta già attestata nel X secolo e sorgeva a fianco di mwb2iPalazzo Mezzabarba. Fu ricostruita tra il 1763 e il 1766 e sconsacrata nel 1807, a partire da quella data venne prima trasformata in officina e poi, nel 1941, definitivamente demolita. Alcuni degli affreschi della chiesa, opera di mwb2mCarlo Antonio Bianchi, vennero strappati e ora sono custoditi nella mwb2qPinacoteca Malaspina, mentre andarono dispersi gli arredi della sacrestia, opera di mwb2uGiuseppe Maggiolinicite-ref-134[134].
• Chiesa di Santa Maria di Giosafat, documentata dal 1178 (si trovava tra corso Mazzini e via Sacchi), era affidato alle suore mwb2wagostiniane, che vi rimasero fino 1766, quando la chiesa venne sconsacrata. Nel 1887 furono trovati i resti delle fondamentacite-ref-135[135].
• Chiesa di Santa Maria in Porta Aurea.
• Chiesa di Santa Maria Nova.
• Chiesa di Santa Maria Peroni.
• Chiesa di Santa Maria Maddalena.
• Chiesa dei Santi Nazario e Celso.
• Chiesa di San Romano. Documentata dal 680, sorgeva tra corso Mazzini e via Sacchi, nella seconda metà del XVIII contava circa 700 parrocchiani, 14 sacerdoti e 8 chierici. Venne soppressa nel 1784cite-ref-137[137].
Architetture civili
Il Palazzo Regio
Già in età mwb5cGota, Pavia, insieme con mwb5gVerona e mwb5kRavenna, divenne sede regia. Nel primo trentennio dei VI secolo il re mwb5oTeodorico promosse la costruzione di un palazzo regio nella città. A partire dal 540 Pavia diventò la sede del Tesoro regio e della corte, e qui furono eletti i re mwb5sErarico, mwb5wTotila e mwb50Teia. Pavia divenne definitiva capitale del mwb54Regno longobardo nella prima metà del VII secolo e il vecchio palazzo Regio di età gota fu allargato. Il palazzo reale era formato da un complesso di edifici dove trovavano sede, oltre alla corte e all'abitazione del sovrano, anche la cancelleria, la zecca e il massimo tribunale del regno.Vi erano poi diverse cappelle, un carcere, spazi dedicati agli scambi commerciali, diversi cortili dove si svolgevano i mwb58placiti e un grande giardino, popolato da animali esotici. Vicino al palazzo si trovava una porta urbica detta Porta Palacense. Con la caduta del mwb6eRegno longobardo, il palazzo e le sue strutture, furono utilizzate dai sovrani mwb6icarolingi e mwb6mottonidi che si susseguirono al potere, dato che Pavia mantenne il ruolo di capitale del mwb6qRegno d'Italia. Nel 1024, dopo la morte di mwb6uEnrico II il Santo, il palazzo fu demolito dai cittadini di Paviacite-ref-138[138].
Ponte Coperto
Il centro storico cittadino è situato sulla riva sinistra del Ticino, mentre sulla riva destra si trova mwb7cBorgo Ticino, quartiere che era originariamente fuori dalle mura della città. Il centro storico e Borgo Ticino erano collegati dal mwb7gPonte Coperto (detto anche mwb7kPonte Vecchio), datato 1351-1354, che fu danneggiato durante la mwb7oseconda guerra mondiale dai bombardamenti alleati e abbattuto nel dopoguerra per la scarsa sensibilità del tempo verso i monumenti storicicite-ref-139[139]. Una copia del ponte antico, non del tutto fedele all'originale (è di dimensioni maggiori e si trova 30 metri più a valle), è stata costruita nel dopoguerra.
Palazzi
Numerosi edifici storici, abitazioni di antiche potenti famiglie cittadine, sono tuttora presenti nel centro cittadino. Pasino Eustachi fu capitano della flotta viscontea ai tempi di mwb9yGian Galeazzo, e suoi eredi servirono i successivi mwb9cduchi, presso il Ticino si conserva la loro mwb9gcasa dei primissimi anni del XV secolo. Tra questi sono da ricordare la mwb9kReggia di re Alboino, in via Alboinocite-ref-140[140], il mwb94Palazzo Malaspina, il mwb98Palazzo Carminali Bottigella in corso Cavour, il mwb-aPalazzo Cornazzani (dove abitarono mwb-eUgo Foscolo, mwb-iAlbert Einstein, mwb-mContardo Ferrini e mwb-qAda Negri), la mwb-uCasa Belcredi, il mwb-yPalazzo Cavagna, il mwb-cPalazzo Bottigella in corso Mazzini (entrambi attribuiti all'mwb-gAmadeo), la mwb-kCasa Folperti, la mwb-oCasa Beccaria, il mwb-sPalazzo Arnaboldi Gazzaniga, il mwb-wPalazzo Bellisomi Vistarino, il mwb-0Palazzo Brambilla, il mwb-4Palazzo Orlandi in piazza del Carmine e il mwb-8Palazzo Mezzabarba, oggi sede del municipio di Pavia, il mwb-aPalazzo Olevano e il mwb-ePalazzo Del Maino. In piazza Borromeo venne edificato, a partire dal 1564, l'edificio dell'mwb-iAlmo Collegio Borromeo, dove si trovano gli affreschi di mwb-mFederico Zuccari e di mwb-qCesare Nebbiacite-ref-141[141], che illustrano la famosa mwb-kpeste di San Carlo e la vita di mwb-oSan Carlo Borromeo. Per opera di papa mwb-sPio V, al secolo Antonio Ghislieri, nel 1567, sorse il mwb-wCollegio Ghislieri, mentre già dal 1429 era attivo il mwb-0Collegio Castiglioni, fondato dal cardinale mwb-4Branda Castiglioni.
In piazza della Vittoria spicca la mwcauCasa dei Diversi (detta anche Casa Rossa), costruita tra il 1376 e il 1383 da Nicolino de Diversi, maestro delle Entrate di mwcacGian Galeazzo Visconticite-ref-142[142].
Broletto
Il mwcbqBroletto di Pavia, che si affaccia su Piazza della Vittoria, sorse nel XII secolo come sede dell'autorità comunale (destinazione che mantenne fino al 1875) e fu più volte rimaneggiato nei secoli successivicite-ref-143[143].
Altre architetture civili
Architetture militari
Le mura
La mwccgprima cinta muraria di Pavia, di cui non rimangono tracce visibili, fu realizzata in età romana. Le mura vennero ampliate, con l'inclusione di alcuni borghi extraurbani, intorno al X secolo, mentre una nuova, più grande, cinta fu realizzata alla fine del XII secolocite-ref-144[144]. Esternamente alle mura della città, tra XII e XIII sorsero alcuni borghi extraurbani, come Borgoratto, Borgo di Sant'Apollinare, Borgo di San Guglielmo o Borgo di San Pietro in Verzolo, i quali tuttavia non furono dotati di opere difensivecite-ref-145[145]. Durante la dominazione spagnola, la cinta fu ulteriormente ingrandita (1557-1560) con l'aggiunta di dodici bastioni e le mura sopravvissero fino alla seconda metà dell'Ottocentocite-ref-archivio-comune-pv-it-146-0[146]. Di queste mura rimangono alcuni tratti verso il Ticino, in viale Gorizia e nel Castello sul lato nord. Rafforzate da ulteriori opere nel primo Settecento, dopo la fine della mwcduguerre dei sette anni, le fortificazioni della città caddero in decadenza, tanto che, con la Sovrana Determinazione del 1783, l'imperatore mwcdyGiuseppe II cancellò Pavia dal novero delle fortezze dell'Impero e le fortificazioni furono riconvertite a uso civilecite-ref-147[147].
Porte di Pavia
Le prime porte cittadine di Pavia vennero realizzate in epoca mwcd4romana repubblicana contestualmente alle mwcd8mura cittadinecite-ref-148[148]. Le nuove mura, sorte nel X secolo, erano provviste di nove porte, protette ai lati da due grosse torri aggettanti mentre altre torri fronteggiavano gli ingressi verso l'esternocite-ref-149[149]. Insieme alle porte, la città era messa in comunicazione con l’esterno tramite alcune mwcegpusterle (uscite secondarie). Una mwceknuova terza cerchia di mura più grande, sostanzialmente ricalcata dal tracciato dai bastioni spagnoli, fu realizzata nel corso del XII secolo, molto probabilmente prima del 1198, dato che in quell'anno un'iscrizione ora nei mwceoMusei Civici menziona, oltre alla creazione del mwcesBroletto, anche la costruzione delle fortificazioni. Le porte principali di Pavia erano nove e davano origine ai rispettivi quartieri nei quali la città era divisa, come evidenziato dagli estimi del 1250.
Tra il XV e il XVI secolo, lo sviluppo delle artiglierie resero ben presto superate le fortificazioni della terza cerchia muraria, tanto che nei primi decenni del Cinquecento, durante i numerosi mwce0assedi che subì la città, esse furono rafforzate con bastioni e opere in terra e legno. Solo tra il 1546 e il 1569, per ordine di mwce4Ferrante Gonzaga (mwce8governatore del ducato di Milano), Pavia fu dotata di una mwcfanuova cerchia muraria bastionata progettata da mwcfeGiovanni Maria Olgiaticite-ref-archivio-comune-pv-it-146-1[146]. Lungo le mura spagnole si aprivano otto porte. Delle antiche Porte attualmente si conservano:
• mwcfgPorta Calcinara
• mwcfoPorta Nuova
• mwcfwPorta Milano o Porta San Vito
Le torri
Pavia una volta era detta "la città delle cento torri", perché in passato moltissime erano le mwcgotorri presenti in città, come si può osservare dalla veduta di Pavia presente nella mwcgschiesa di San Teodoro. Di tutte queste torri se ne conservano circa sessanta per lo più ribassate e integrate negli edifici adiacenti, mentre solo 6 sono quelle ancora integre. Le prime torri furono realizzate intorno al XII secolocite-ref-referencea-98-10[98], quando Pavia era un potente mwchacomune, per opera delle più importanti consorterie urbane, infatti le torri sorgevano accanto ai palazzi delle varie famiglie. In origine erano molto alte e a pianta quadrata, come le due torri dell'mwcheUniversità o quella "del Maino", alte, rispettivamente, 40 e 50 metricite-ref-150[150].
Castello Visconteo
A Pavia si trova il mwch4castello Visconteocite-ref-151[151], costruito nel 1360cite-ref-152[152] per ordine di mwcicGaleazzo II Visconti forse su progetto di mwcigBernardo da Venezia, fu sede della corte di mwcikGaleazzo II, mwcioGian Galeazzo e, fino al 1413, di mwcisFilippo Maria, era collegato, tramite un vasto parco (il mwciwparco Visconteo) difeso da mura e torri, con la mwci0Certosa Il castello è sede dei mwci4Musei Civici comunali e della mwci8Pinacoteca Malaspina.
Castello di Mirabello
In località Mirabello sorge il mwcjgcastello trecentesco di Mirabellocite-ref-153[153]. Il castello fu realizzato, sulle rovine di una torre del tardo XIII secolo, dalla famiglia pavese dei Fiamberti tra il 1325 e il 1341; dopo il 1360 esso divenne proprietà dei mwcj0Visconti, che lo ricostruirono. Il castello era inserito nel grande mwcj4parco Visconteo, che si estendeva dal mwcj8castello Visconteo fino alla mwckaCertosa, ed era la sede del capitano del parco.
Vie e piazze
L'ampia piazza centrale della città, mwckqpiazza della Vittoria, anticamente piazza Grande, ha una forma stretta e lunga ed è divisa in due aree dalla strada. Nei sotterranei della piazza si estende un grande mercato coperto sotterraneo, costruito nel 1958 e successivamente ampliato e ammodernato. Un altro mercato coperto, ma non sotterraneo, si trova poco lontano: si tratta del mercato di piazza Arnaboldi, ospitato in un cortile aperto al pubblico e coperto da una cupola in ferro e vetro del 1882, la mwckuCupola Arnaboldi.
Statuaria
Il Regisole
Era una mwckostatuta equestre bronzea di età tardoantica o altomedievale, forse raffigurava mwcksTeodorico a cavallo e, verosimilmente, proveniva dal mwckwPalazzo Reale. La statua fu demolita dai mwck0giacobini nel 1796cite-ref-154[154] e ricostruita dallo scultore mwcliFrancesco Messina negli mwclmanni '30 del Novecento. Si trova in Piazza del mwclqDuomo.
Statua della Minerva
Realizzata nel 1938 dallo scultore mwclcFrancesco Messina, la gigantesca statua di marmo e di bronzo della mwclgMinerva accoglie i visitatori ed è un simbolo della città. La Minerva, secondo la mitologia greca, era la Dea della speranza, della saggezza e della guerracite-ref-155[155]. Si trova nell'omonima piazza, nei pressi di dove sorgeva l'antica Porta Cavour.
Statua di Giuseppe Garibaldi
Realizzata nel 1882 da mwcl8Egidio Pozzi, l'opera consiste in uno scoglio raffigurante l'isola di mwcmaCaprera, soggiorno prediletto di Garibaldi, sopra il quale s'innalza la mwcmestatua in mwcmibronzo dell'eroe con la barba e lo sguardo fiero, vestito con la camicia rossa e con le mani riposanti sull'elsa della sciabola, a significare che la stessa ormai non uscirà più dal fodero. La roccia, che serve da piedistallo, è adorna di varie allegorie: la Vittoria che spezza le catene della schiavitù, il Leone che rappresenta la forza del popolo, i trofei guerreschi ed altrecite-ref-156[156]. Si trova nel Giardino dei Bersaglieri, di fronte al mwcmcCastello Visconteo.
Statua di Papa Pio V Ghislieri
mwcmsColossale statua in bronzo in stile barocco di mwcmwPio V eseguita nel mwcm01692 da mwcm4Francesco Nuvolone, dopo la sua beatificazione, si trova di fronte al mwcm8Collegio Ghisliericite-ref-157[157].
Statua della Lavandaia
Realizzata nel 1981, si trova lungo la caratteristica Via Milazzo (Borgo Ticino). È stata qui posta proprio in ricordo delle tante donne che si recavano lungo le rive del fiume per lavare i pannicite-ref-158[158].
Monumento funebre di Ugo Foscolo
Il sarcofago, situato nel Cortile delle Magnolie dell'Università, fu realizzato dallo scultore fiorentino mwcnwAntonio Berti per celebrare mwcn0Ugo Foscolo poeta e docente dell’ateneo pavese per un anno (1808-1809). Il monumento è un blocco di mwcn4marmo di Carrara finemente scolpito, lungo due metri e mezzo e alto 1 metro e 60.cite-ref-159[159]
Obelisco di Piazza Castello
L'mwcoyobelisco in granito fu progettato da mwcocGiuseppe Marchesi e fu donato alla città nel 1811 dal principe mwcogAlberico Barbiano di Belgioioso.
Monumento agli Aviatori pavesi
Il monumento fu inaugurato nel 1981 in ricordo degli Aviatori Pavesi caduti in combattimento o in servizio e rappresenta un’ala trafitta da una lancia in metallo su cui è dipinta una coccarda italiana tricolorecite-ref-160[160]. Si trova in Piazzale dell'Aeronautica, vicino al Ponte della Libertà.
Fontana dei Marinai
Fontana monumentale per ricordare i caduti del mare: si trova in Piazza Emanuele Filiberto, all'interno di un piccolo giardino.
Nella città sono presenti numerose opere di artisti contemporanei quali mwcpiCarlo Mo, mwcpmMarco Lodola e mwcpqArnaldo Pomodoro.
Aree naturali e parchi
L'intero comune di Pavia è inserito nel mwcp4Parco naturale lombardo della Valle del Ticino, e, oltre alle ampie fasce boschive presenti lungo le rive del fiume, sulla riva sinistra del Ticino si trovano due riserve naturali, il mwcp8Bosco Grande e il mwcqaBosco Negri che rappresentano due rari esempi della originaria mwcqeforesta planiziale che un tempo ricopriva la mwcqipianura Padana. A nord e a est della città, un piccolo corso d'acqua, originato da risorgive, la mwcqmVernavola, dà origine a una profonda valle, sfuggita all'urbanizzazione, che ospita il mwcqqparco della Vernavola, mentre a ovest, l'anello verde intorno a Pavia è chiuso dal mwcquparco della Sora. Il 9% della superficie del comune di Pavia è occupato da aree naturali, parchi o giardini (circa 594 ettari, dei quali 312 ricoperti da boschi di mwcqylatifogliecite-ref-161[161]).
Aree naturali
• mwcrmParco del Ticino: parco regionale situato lungo le rive del mwcrqfiume Ticino dal Lago Maggiore fino al mwcrufiume Po. Forma una cintura verde attorno alla città.
• mwcrcParco della Vernavola: grande parco, erede del mwcrgparco Visconteo, con una estensione di 15 ettari situato a nord della cittàcite-ref-comune-pv-it-162-0[162], con piste ciclabili, stagni, cascine, oasi faunistiche (ingressi da Via Torretta, via Acerbi e via Folperti). È percorso dalla mwcr0Roggia Vernavola, da cui prende il nome, che scorre da mwcr4San Genesio al mwcr8Ticino. Nel parco è inglobata la Cascina Colombara (ora sede di un museo agricolo), presso la quale si combatté nel 1525 la mwcsabattaglia di Pavia, ultima della mwcsequarta guerra d'Italia (1521-1526).
• mwcsmBosco Grande: lungo l'argine del Ticino, in sponda destra e in direzione di Zerbolò, accessibile solo a piedi o in bici. Il bosco si estende per una superficie di circa 22 ettari e rappresenta un raro residuo della mwcsqforesta planiziale che un tempo ricopriva la mwcsuPianura Padanacite-ref-163[163].
• mwcssBosco della Soracite-ref-comune-pv-it-162-1[162]: costeggiando il mwctaTicino, a Nord Ovest (mwcteParco del Ticino), si trova, presso la mwctichiesa di San Lanfranco il mwctmparco della Sora, che si estende per circa quaranta ettari, al cui interno si trovano diversi micro-ambienti di alto valore ambientale.
• mwctuBosco Negricite-ref-comune-pv-it-162-2[162]: 34 ettari di bosco, lungo il Canale Gravellone (a sud della città), è una mwctsoasi della mwctwLIPU, all'interno del Parco del Ticino, dono di Giuseppe Negri (1968) al Comune. L'accesso è limitato ad alcuni periodi dell'anno.
Parchi urbani
• Area Vul: zona che costeggia la riva destra del mwcuoTicino, tra il mwcusPonte Coperto e il mwcuwPonte della Libertà.
• mwcu4Orto Botanicocite-ref-164[164]: istituito nel 1773, si estende su una superficie di 2 ettari. È principalmente organizzato in collezioni viventi di piante quali roseto, aiuola del Te, serra delle orchidee, serra tropicale, serra delle piante utilitarie (progettate nel 1776 da mwcvmGiuseppe Piermarini), arboreti, platani, aiuole di piante autoctone della Pianura Lombarda, collezioni viventi di semi e collezioni di essiccaticite-ref-165[165]. Sorge all'angolo fra via Scopoli e Viale Gorizia, nei pressi del Municipio.
• Giardini del Castello: piccolo parco nel cortile del castello, attrezzato con area giochi per bambini e ragazzi.
• mwcvoGiardini Malaspina: giardini pubblici nel centro storico della città (piazza Petrarca), creati, nella prima metà del XIX secolo, dal marchese Luigi Malaspina come giardino del mwcvsproprio palazzo e sede di concerti ed eventi culturali.
• mwcwiHorti Borromaici: gli Horti sono un vasto parco urbano, che copre una superficie di circa 3,5 ettari, situato all'interno del centro storico di Pavia, tra il mwcwmCollegio Borromeo (che ne è proprietario) e il mwcwqTicino, dove lmwcwu'mwcwyhabitat naturale s'incontra con l'arte contemporanea, i saperi e l'inclusione sociale. Il parco comprende una vasta area naturalistica, dove sono stati messi oltre 3.000 alberi e arbusti autoctoni, e un'area espositiva mwcwcmwcwgen plein air di arte contemporanea, dove sono esposte opere di: mwcwkArnaldo Pomodoro, mwcwoNicola Carrino, mwcwsGianfranco Pardi, mwcwwLuigi Mainolfi, mwcw0Mauro Staccioli, Salvatore Cuschera, mwcw4Marco Lodola, mwcw8Ivan Tresoldi e mwcxaDavid Tremlett.
• Giardini Marinai d'Italia: piccolo giardino sul lato orientale di Piazza Emanuele Filiberto con al centro la fontana monumentale dedicata ai caduti del mare
• Giardino dei Bersaglieri: davanti al mwcxmCastello Visconteo, dove sorge la statua dedicata a mwcxqGiuseppe Garibaldi.
• Parco Leopardi: situato lontano dal centro, nel quartiere Rione Maestà.
Società
Pavia ha subito a partire dagli anni '80 del XX secolo una notevole involuzione demografica dovuta al trasferimento di molti nuclei familiari all'interno dei comuni immediatamente confinanti al capoluogo. All'interno dell'agglomerato urbano della città di Pavia, secondo calcoli effettuati applicando il criterio internazionale delle Functional Urban Areas, risiederebbero circa 121.000 abitanti.cite-ref-0-166-0[166] La percentuale di popolazione anziana residente in città è, secondo i dati mwcxwISTAT, molto alta, con un indice di vecchiaia più alto rispetto alla media italiana: 245,6 contro 148,7 e con il 32,5% delle famiglie formato da anziani soli (media italiana 27,1%). Molto elevato è il livello medio d'istruzione: il 73,1% dei residenti ha un diploma o una laurea (media italiana 55,1%, media lombarda 56%), mentre minori rispetto alla media italiana sono il tasso di mobilità per studio o lavoro fuori dal comune e il tasso di vulnerabilità materiale e socialecite-ref-167[167].
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Al 1 gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano mwcyk11 038, ovvero il 15,42% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:cite-ref-169[169]
• mwczaRomania 1403
• mwcziUcraina 1280
• mwczqEgitto 1006
• mwczyAlbania 627
• mwczgIran 584
• mwczoRepubblica Dominicana 473
• mwczwCina 439
• mwcz4Perù 356
• mwcaaMarocco 354
• mwcaiTunisia 336
Religione
La prima mwcauconfessione religiosa a Pavia è quella mwcaycattolica, che, diversamente da altre aree della mwcacLombardia, è di mwcagrito romano, con l’esclusione, all’interno della città, della mwcakchiesa di San Giorgio in Montefalcone, affidata alla comunità mwcaoucraina di mwcasrito greco-cattolicocite-ref-170[170]. La seconda comunità religiosa è quella mwcbaortodossa, come mwcbequella rumena di via Repubblica e la chiesa mwcbigreco-ortodossa di Sant’Ambrogio, in via Olevanocite-ref-171[171]. Vi è poi la mwcbcmusulmana, che si ritrova in due centri culturali Islamici (via San Giovannino e Via Pollackcite-ref-172[172]cite-ref-173[173]), mentre da tempo a Pavia esistono degli edifici di culto per i mwccaprotestanti, come la mwcceChiesa valdese in via Alessandro Rollacite-ref-174[174], la Chiesa Evangelica delle mwccyAssemblee di Dio in via Angelo Ferraricite-ref-175[175], la mwccsChiesa Evangelica della Riconciliazione, in viale Cremonacite-ref-176[176], la mwcdaChiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni in via Grevellonecite-ref-177[177] e la mwcduSala del Regno dei mwcdyTestimoni di Geova in via Langoscocite-ref-178[178].
Lingue e dialetti
Oltre alla lingua italiana, nella città di Pavia è relativamente diffusa la mwcd4lingua lombarda nella sua variante mwcd8dialettale pavese. Il pavese è comunemente considerato una mwceavarietà della mwceelingua lombarda, anche se da un punto di vista mwceifonetico presenta molti tratti in comune con i mwcemdialetti piemontesi e, soprattutto, con il vicino mwceqdialetto piacentino, tanto che alcuni studiosi aggregano il pavese ai mwceudialetti emiliani. Nel corso dei secoli il pavese seppe inoltre imporsi tra la popolazione anche come lingua di cultura; attraverso poesie, dizionaricite-ref-179[179]cite-ref-180[180], riviste ed opere teatrali che si fecero portatrici delle numerose istanze sociali della città e dei suoi abitanticite-ref-181[181]. Tra gli autori che più hanno contribuito al panorama letterario Pavese vale la pena menzionare i poeti mwcfiSiro Carati e mwcfmGiuseppe Bignami.
Il mwcfkpavese non ha un mwcforiconoscimento giuridico (legge nº 482 del 1999) e non è oggetto di tutela da parte della mwcfsRepubblica Italiana, mentre la lingua lombarda è riconosciuta ufficiosamente con la Raccomandazione nº 928 del 7 ottobre 1981 del mwcfwConsiglio d'Europa. Un notevole avvicinamento del dialetto all'italiano si è avuto, soprattutto nel corso del XX secolo, anche per via dell'acquisizione di lessico dalla lingua nazionale (per esempio mwcf0salümè rispetto a mwcf4püstè "salumiere", ecc.), un fenomeno abbastanza comprensibile se si pensa che chi parla pavese in genere parla anche italiano.
Tradizioni e folclore
Una delle più antiche tradizioni pavesi è la Festa della Sante Spine che cade il giorno dopo la mwcguPentecoste e nella quale vengono portate in processione per la città le tre spine, custodite all’interno mwcgyduomo di Pavia, ritenute parte della corona posta sulla testa di mwcgcGesù durante la mwcggPassione. Le spine originariamente erano parte della collezione di reliquie raccolte dai mwcgkVisconti all’interno della cappella del mwcgocastello Visconteo e furono trasportate in duomo nel 1499, poiché, in seguito alla caduta di mwcgsLudovico il Moro, si temeva che potessero essere prelevate dai francesi. La festa fu istituita dal vescovo Giovanni Battista Sfondrati nel 1645 e, oltre alle celebrazioni religiose, vede la presenza in città di mercati e luna parkcite-ref-182[182]cite-ref-183[183]cite-ref-184[184].
Da maggio a settembre si tiene in città la Festa del Ticino dedicata al fiume che attraversa, e che ha dato vita, a Pavia. Per circa 100 giorni la città si anima con mostre, incontri, concerti, mercati e degustazioni e si conclude con uno spettacolo pirotecnico sulle acque del Ticinocite-ref-185[185]cite-ref-186[186].
Nel mese di giugno si tiene il Palio del Ticino che commemora la mwciybattaglia fluviale di Cremona del 1431 nella quale la flotta viscontea, guidata dal pavese Pasino Eustachicite-ref-187[187] e composta principalmente da galeoni e navaroli pavesi, sconfisse pesantemente la flotta veneziana, salvando così il mwciwducato di Milano dall’invasione nemica. Il palio inizia all’interno del mwci0castello Visconteo, dove è ricreata la corte di mwci4Filippo Maria Visconti, da qui il corteo, formato da centinaia di figuranti armati, equipaggiati e vestiti come nel Quattrocento, discende fino alla mwci8basilica di San Michele, dove vengono benedette le bandiere e poi fino alla riva del mwcjaTicino e qui diverse squadre si contendono il drappo del palio in gare di tiri con l’arco e di voga con i barcé, tipiche imbarcazioni fluvialicite-ref-188[188].
Ormai parte delle tradizioni pavesi è l’Autunno Pavese, che si svolge dal 1948 e culmina nel mese di ottobre, quando nel mwcjypalazzo delle Esposizioni si tiene un salone del gusto dedicato ai tanti prodotti enogastronomici e artigianali della mwcjcprovincia di Paviacite-ref-189[189].
Istituzioni, enti e associazioni
Per quanto gli antichi mwcj4xenodochi destinati all'accoglienza e alla cura di malati e viaggiatori sorsero in città almeno dal VIII secolo, i primi ospedali pavesi al servizio dell'intera città di cui è rimasta traccia documentata sono l'ospedale di mwcj8Santa Maria in Betlem (attestato dal 1130) e quello di mwckaSan Lazzaro (1157), che furono operativi per secolicite-ref-190[190]. Dopo il 1449cite-ref-191[191], cedettero il loro ruolo primario all’mwckkOspedale San Matteo che divenne, per incorporazioni di opere benefiche, lasciti e donazioni, una delle più importanti istituzioni pavesi. L'antica intitolazione a San Matteo è ancora portata dal Policlinico San Matteo, il cui nome completo è mwckoOspedale Fondazione IRCCS Policlinico San Matteocite-ref-192[192]mwck8.
Il sistema sanitario di Pavia, come quello dell'intera mwclcItalia, non dipende più dall'autorità locale ma è di competenza della regione, che agisce sul territorio tramite le mwclgaziende sanitarie locali. Il sito ufficiale della mwclkregione Lombardia registra a Pavia 5 ospedalicite-ref-193[193], tra pubblici e convenzionati, specialistici o generali che coprono a 360° le patologie previste dai protocolli nazionali. A essi ricorrono sovente pazienti provenienti da altre regioni. Tra gli ospedali, sono diversi quelli che appartengono alla categoria degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, i cosiddetti mwcl4IRCCS. Ricordiamo, tra quelli specialistici, l'Istituto Nazionale Neurologico Casimiro Mondinocite-ref-194[194] e l'mwcmmIstituto Clinico Scientifico Maugericite-ref-195[195]mwcmg, mentre tra gli ospedali a indirizzo generale i più importanti sono l'mwcmkIstituto di Cura Città di Paviacite-ref-196[196] e Istituto di Riabilitazione e di Cura Santa Margheritacite-ref-197[197]. Inoltre Pavia ospita il mwcniCentro Nazionale di Adroterapia Oncologia (Fondazione CNAO) il primo centro ospedaliero e di ricerca clinica e radiobiologica in mwcnmItalia, quarto paese ad istituirne uno, creato nel 2010 dal mwcnqMinistero della salute, specializzato nel trattamento di tumori radioresistenti e/o inoperabili mediante l'impiego di ioni carbonio e protoni, mediante l'mwcnuadroterapiacite-ref-198[198].
Accanto alla cura caritatevole degli ammalati, la mwcnsfilantropia pavese si è fatta carico, nel tempo, di fondare e sostenere istituzioni diventate poi storiche e familiari nel panorama sociale cittadino per l'assistenza agli anziani, agli orfani e ai bisognosi: il Pio Albergo Pertusaticite-ref-199[199] (fondato dal vescovo mwcoaFrancesco Pertusati nel 1752cite-ref-200[200]), la Casa di riposo Santa Crocecite-ref-201[201], la Fondazione Martinetti Lega del Benecite-ref-202[202] e la Comunità Casa del Giovanecite-ref-203[203], nella quale i beneficati possono, nelle loro possibilità, praticare o imparare un mestiere per mantenere o crearsi la dignità personale. A questo tema si riallacciano le numerose iniziative per l'mwcpealfabetizzazione e per l'insegnamento delle arti e dei mestieri che troverà un largo seguito tra i protagonisti dell'mwcpiindustrializzazione della città, che avvenne nel XIX secolo, come l’Istituto Pavoniano Artigianelli (attivo dal 1892 al 1967cite-ref-204[204]). Un importante ruolo filantropico è anche svolto dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardiacite-ref-205[205], che ha sede nello storico mwcpsPalazzo Brambilla.
Fra le istituzioni culturali con sede a Pavia va ricordata la mwcp0Società Pavese di Storia Patriacite-ref-206[206], fondata nel 1901, che unisce studiosi e cultori della storia civile, letteraria ed artistica della città e del suo territorio e che pubblica ogni anno il "Bollettino della Società Pavese di Storia Patria”. Sempre in città si trova la sede centrale del mwcqiMovimento Federalista Europeo, fondato nel 1943 da mwcqmAltiero Spinelli, è movimento politico apartitico che mira alla creazione di una mwcqqFederazione europeacite-ref-207[207].
Cultura
Istruzione
Archivi e biblioteche
La storia del comune di Pavia, dal X fino al XX secolo, può essere raccontata attraverso la mole di documentazione raccolta all’interno dell’mwcriArchivio Storico Civico (istituito nel 1895), che conserva anche fondi contenenti gli archivi di molte famiglie aristocratiche pavesi e di personalità cittadine, come mwcrmGaetano Sacchi, mwcrqBenedetto Cairoli e mwcruLuigi Robecchi Bricchetticite-ref-208[208]. Anche l’mwcroArchivio di Stato (sorto nel 1959) raccoglie fondi provenienti da archivi nobiliari (mwcrsBeccaria, mwcrwBottigella, mwcr0Belcredi, mwcr4Malaspina) e non solo, come il fondo Mori, che raccoglie le carte di mwcr8Cesare Mori. Sono poi conservati all’interno dell’archivio anche gli atti dei notai pavesi (1256- 1907), le mappe del mwcsaCatasto Teresiano del territorio pavese, e gli archivi dell'mwcseuniversità (1341-1897), dell’mwcsiOspedale San Matteo (1063- 1900), della Prefettura, della Questura e del Tribunale.cite-ref-209[209] Altrettanto importante è l’Archivio Storico Diocesano, che custodisce la documentazione della mwcsgdiocesi di Pavia a partire dal X secolo.cite-ref-210[210]
Il mwcs4Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei (Già "Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei", noto anche come "Centro Manoscritti"), fondato da mwcs8Maria Corti nel 1980, è deputato alla conservazione e allo studio del patrimonio archivistico e bibliografico moderno e contemporaneo. Il centro, fra i più importanti in Italia nel suo genere, conserva raccolte di materiale documentario (manoscritti, dattiloscritti, epistolari, prime edizioni, biblioteche, fotografie, disegni, arredi, dipinti e altri oggetti) relativo a scrittori, intellettuali, editori, artisti e scienziati degli ultimi due secoli. Tra i fondi archivistici conservati ricordiamo quelli di mwctaAlberto Arbasino, mwcteRiccardo Bacchelli, mwctiRomano Bilenchi, mwctmEmilio De Marchi, mwctqEnnio Flaiano, mwctuAlfonso Gatto, mwctyTonino Guerra, mwctcClaudio Magris, mwctgLuigi Meneghello, mwctkEugenio Montale, mwctoIndro Montanelli, mwctsSalvatore Quasimodo, mwctwMario Rigoni Stern, mwct0Amelia Rosselli, mwct4Umberto Saba e mwct8Roberto Sanesi.cite-ref-211[211]
La tradizione bibliotecaria di Pavia tra le sue origini dalla mwcuuBiblioteca visconteo sforzesca, istituita nella seconda metà del Trecento da mwcuyGian Galeazzo Visconti nel mwcuccastello Visconteo, dove erano conservati i preziosi codici miniati dei mwcugduchi di Milano. Nel 1499, con la caduta di mwcukLudovico il Moro, il re di Francia mwcuoLuigi XII prelevò dal castello gran parte dei manoscritti e ora sono conservati nella mwcusBiblioteca nazionale di Francia a mwcuwParigi. Dei quasi mille manoscritti che costituivano la biblioteca, solo un codice è rimasto a Pavia: mwcu0mwcu4I Trionfi di mwcu8Francesco Petrarca custodito nella mwcvaBiblioteca Universitaria.cite-ref-212[212]
Nel seconda metà del XVI sorsero in città tre storiche biblioteche: quella del mwcvySeminario Vescovilecite-ref-213[213] e le mwcvsbiblioteche dei Collegi Borromeocite-ref-214[214] e mwcwaGhislieri,cite-ref-215[215] fondati rispettivamente da mwcwuCarlo Borromeo e da mwcwypapa Pio V per permettere l’accesso all’mwcwcuniversità (allora l’unica di tutto il mwcwgducato di Milano) a giovani promettenti, ma di scarse sostanze economiche. Nel 1754, per volontà dell’imperatrice mwcwkMaria Teresa venne creata la mwcwoBiblioteca Universitaria, la più importante per patrimonio librario della città.cite-ref-216[216] Nel 1887 venne istituita la mwcw8Biblioteca Civica Carlo Bonetta,cite-ref-217[217] sede principale del sistema bibliotecario della città che si articola in otto punti di prestito e lettura distribuiti uniformemente sull'intero territorio comunale.cite-ref-218[218]
Fra le biblioteche universitarie vanno citate la mwcx8Biblioteca di Studi Umanisticicite-ref-219[219], nata dall'accorpamento di diverse biblioteche delle facoltà umanistiche dell’università, come quella di archeologia (sorta nel 1819), la mwcyqBiblioteca della Scienza e della Tecnica,cite-ref-220[220] dove è confluita anche la biblioteca dell’mwcykOrto Botanico (istituita nel 1773), la mwcyoBiblioteca di Giurisprudenzacite-ref-221[221] (1880), La mwcy8Biblioteca delle Scienze,cite-ref-222[222] al cui interno si custodiscono anche i volumi della mwczqSocietà Medico Chirurgica di Pavia (fondata da mwczuCamillo Golgi nel 1885), la mwczyBiblioteca di Area Medica Adolfo Ferrata,cite-ref-223[223] la mwczsBiblioteca di Scienze Politichecite-ref-224[224] (sorta nel 1925), la mwc0aBiblioteca di Economiacite-ref-225[225] e la mwc0uBiblioteca del Collegio Giasone del Maino (nata nel 2000cite-ref-226[226]).
Scuole
Come in altre città, a Pavia vi è un gran numero di scuole, pubbliche e private, che consentono percorsi didattici molto specifici o personalizzati a chi ha la necessità o le possibilità economiche.
Nel 2021 si contavano oltre 45 scuole di ogni ordine e grado, tra cui: oltre 26 scuole tra mwc1yScuola dell'infanzia e mwc1cPrimaria (tra le quali una bilingue: italiano-inglesecite-ref-227[227]cite-ref-228[228]), 8 Scuole Secondarie di Primo Gradocite-ref-229[229] e 11 Scuole Secondarie di Secondo Grado.cite-ref-230[230] Alcune di queste vantano secoli di Storia, come il mwc2gLiceo classico Ugo Foscolo, originariamente avviato nel 1557, accanto al mwc2kconvento di Santa Maria di Canepanova, dai mwc2oPadri Barnabiti o il mwc2sLiceo scientifico Torquato Taramelli, erede delle Scuole Normali istituite nel 1799.cite-ref-231[231]
Università di Pavia
L'origine dell'Ateneo pavese risale al 25 maggio dell'anno 825, quando l'imperatore mwc30Lotario I emise il mwc34capitolare nel mwc38palazzo reale di mwc4aCorteolona il mwc4ecapitolare di Olonense,cite-ref-232[232]cite-ref-233[233]cite-ref-234[234] che costituì a Pavia, capitale del mwc44Regno d'Italia, la mwc48mwc5aSchola Papiense, scuola di mwc5ediritto, di mwc5iretorica e mwc5marti liberali, ereditando la tradizione della scuola di diritto, fondata dall'imperatore romano mwc5qTeodosio I. l'imperatore nominò come direttore della scuola l'insegnante Dungallo di Bobbio,cite-ref-235[235]cite-ref-236[236]cite-ref-237[237] un monaco irlandese, maestro di retorica e scienza, astronomo e poeta, proveniente dall'mwc6iabbazia di San Colombano di Bobbio. Per tutto il periodo medioevale la scuola fu in fiorente attività. Dalla sede imperiale dipendevano gli studenti di Milano, Brescia, Lodi, Bergamo, Novara, Vercelli, Tortona, Acqui, Genova, Asti e Como. La scuola fiorì fino alla seconda metà dell'XI secolo, per poi decadere. Nel 1361 l'imperatore mwc6mCarlo IV, su sollecitazione di mwc6qGaleazzo II Visconti, istituì lo mwc6uStudium Generale di Pavia. L'Università è pertanto la prima fondata in mwc6yLombardia e una della più antiche d'Italia
Grande impulso venne dato in età asburgica dagli imperatori mwc6gMaria Teresa d'Asburgo e mwc6kGiuseppe II, che ampliarono la sede, fondarono la mwc6oBiblioteca Universitaria nel 1754 e chiamarono come docenti grandi studiosi tra i quali il fisico mwc6sAlessandro Volta e il naturalista mwc6wLazzaro Spallanzani. Insegnarono a Pavia anche i letterati mwc60Ugo Foscolo e mwc64Vincenzo Monti. In tempi più recenti si ricordano i docenti mwc68Carlo Forlanini, inventore del mwc7apneumotorace artificiale, e i premi Nobel mwc7eCamillo Golgi per la medicina, mwc7iGiulio Natta per la chimica e mwc7mCarlo Rubbia per la fisica.cite-ref-238[238]
L'Università vanta un interessante museo storico che conserva, tra gli altri cimeli, strumenti scientifici costruiti da Alessandro Volta, preparazioni anatomiche settecentesche del chirurgo mwc7kAntonio Scarpa, autografi di celebri docenti dell'università e la testa dello stesso Scarpa.
Esistono due collegi storici che ospitano, per statuto, studenti di notevoli capacità e impegno e li sostengono economicamente se privi di mezzi: l'mwc7sAlmo Collegio Borromeo,cite-ref-239[239] fondato da mwc8aSan Carlo Borromeo nel 1563, e il mwc8eCollegio Ghislieri,cite-ref-240[240] fondato sei anni dopo da mwc8yPapa Pio V (Papa Ghislieri appunto, la cui statua si trova di fronte all'ingresso del collegio). È interessante anche il giardino botanico dell'Università, risalente al 1774.
Le istituzioni studentesche e goliardiche sono state in passato particolarmente vivaci: si ricordano i versi salaci sulle donne pavesi che costarono al giovane mwc80Carlo Goldoni l'espulsione dal collegio Ghislieri. Ancora oggi nell'Ateneo pavese si conta la presenza di diversi Ordini goliardici che mantengono vivo il tradizionale spirito delle comunità studentesche.cite-ref-241[241]
Scuola Universitaria superiore IUSS
Lmwc-g'mwc-kIstituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, più brevemente IUSS, è una mwc-oscuola superiore universitaria, una delle sei scuole superiori italiane dotate di autonomia.cite-ref-244[244] Si tratta di un centro di formazione e di ricerca, che offre ai suoi studenti corsi per affiancare ai normali corsi universitari un percorso formativo di eccellenza. La Scuola IUSS è nata nel 1997 sul modello della mwc-8scuola normale superiore di Pisa, attraverso un consorzio tra l'mwdaaUniversità di Pavia, i collegi storici della città (mwdaeBorromeo, mwdaiGhislieri, mwdamNuovo e mwdaqSanta Caterina) e l'Istituto per il diritto allo studio (EDISU) di Pavia, sulla base di un accordo con il mwdauMinistero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. La Scuola IUSS fa oggi parte di una federazione delle tre Scuole Universitarie Superiori che offrono corsi a studenti universitari di ogni livello; le altre due Scuole sono la Scuola Normale Superiore di Pisa e la Scuola Superiore Sant'Anna, sempre a Pisa.
Musei
Pavia possiede un notevole tesoro artistico, lascito del prestigioso passato della città, ripartito in più collezioni.
La mwdakPinacoteca Malaspina, istituita dal marchese Luigi Malaspina di Sannazzaro (Pavia 1754- 1834), ospita al suo interno una collezione che contiene le opere di importanti artisti del panorama italiano e internazionale, dal XIV al XX secolo, come mwdaoGentile da Fabriano, mwdasVincenzo Foppa, mwdawGiovanni Bellini, mwda0Antonello da Messina, mwda4Bernardino Luini, mwda8Correggio, mwdbaPaolo Veronese, mwdbeGuido Reni, mwdbiFrancesco Hayez, mwdbmGiovanni Segantini e mwdbqRenato Guttuso. All’interno della pinacoteca è anche esposto il monumentale mwdbumodello ligneo del duomo di Pavia del 1497.cite-ref-245[245] I mwdboMusei Civici (collocati, come la pinacoteca, nel mwdbscastello Visconteo) sono suddivisi in varie sezioni: Archeologica, che conserva una delle più ricche collezioni di vetri di età romana dell’mwdbwItalia settentrionale e importanti opere di mwdb0età longobarda, come i mwdb4plutei di Santa Maria Teodote e la raccolta (la maggiore d’Italia) di mwdb8epigrafi longobarde, alcune delle quali appartenenti a sepolture di re o regine. Vi e poi la sezione mwdcaRomanica e mwdceRinascimentale che espone reperti scultorei, architettonici e mosaici provenienti soprattutto da chiese ed edifici religiosi demoliti nel corso dell’Ottocento. Molto ricca è la collezione mwdciromanica, una delle più consistenti del nord Italia, che conserva anche mwdcmbacini architettonici orientali importanti dall’oriente islamico e bizantino che adornavano le facciate di chiese e edifici. Sono poi esposte opere di mwdcqJacopino da Tradate, mwdcuGiovanni Antonio Amadeo, mwdcyCristoforo e mwdccAntonio Mantegazza e mwdcgAnnibale Fontana. I mwdckMusei Civici ospitano anche il museo del mwdcoRisorgimento dedicando particolare spazio alla vita sociale, economica e culturale di Pavia, alla vivacità dell’mwdcsuniversità, tra Sette e Ottocento, la Gipsoteca, la collezione di oggetti africani raccolti da mwdcwLuigi Robecchi Bricchetti durante le sue esplorazioni e la raccolta numismatica, che custodisce più di 50.000 monete, gran parte di esse appartenute a mwdc0Camillo Brambilla, che coprono un arco cronologico compreso tra le mwdc4emissioni greche classiche e le coniazioni del periodo moderno.cite-ref-246[246]
Molto vasta è la rete museale dell’mwdd4università, formata dal mwdd8Museo per la storia dell’università di Pavia, diviso tra la Sezione di Medicina, dove sono esposti anche preparati anatomici e patologici, strumenti chirurgici (l'mwdeaarmamentario chirurgico di Giovanni Alessandro Brambilla) e cere anatomiche a grandezza naturale, realizzate dal ceroplasta fiorentino mwdeeClemente Susini e la Sezione di Fisica che custodisce il mwdeigabinetto di fisica di Alessandro Volta.cite-ref-247[247] Il mwdecMuseo di Archeologia dell’università fu istituito da mwdegPier Vittorio Aldini nel 1819 e custodisce reperti preistorici, egizi, greci, etruschi (tra cui una raccolta di mwdekmwdeoex voto mwdesfittili donati da papa mwdewPio XI) e romani (alcuni provenienti da mwde0Pompeicite-ref-248[248]). Il mwdfiMuseo di Storia Naturale dell’Università (Kosmos), ospitato all’interno di mwdfmPalazzo Botta Adorno, è uno dei più antichi d’Italia, fu infatti fondato da mwdfqLazzaro Spallanzani nel 1771 e che conserva un patrimonio naturalistico di elevato valore scientifico e storico, comprendente quasi mwdfu400 000 reperti suddivisi tra le raccolte di zoologia, anatomia comparata e paleontologia.cite-ref-249[249] Vi è poi il mwdfoMuseo Golgi, collocato negli stessi ambienti in cui operarono sia mwdfsCamillo Golgi sia i suoi allievi, sale e laboratori che conservano sia gli originali arredi sia gli strumenti scientifici dell’epoca, in modo da permettere al visitatore di addentrarsi all’interno di un centro di ricerca ottocentesco;cite-ref-250[250] mentre il mwdgaMuseo della tecnica elettrica, sorto nel 2007, illustra, all’interno di cinque sezioni la storia della tecnica elettrica.cite-ref-251[251] Vengono poi il Museo di Chimica, quello di Fisicacite-ref-252[252] e il Museo di Mineralogia, fondato da mwdgwLazzaro Spallanzani.cite-ref-253[253]
A fianco del mwdhiDuomo, all'interno della cripta dell'antica cattedrale di Santa Maria del Popolo (XI secolo), si trova il mwdhmMuseo diocesano, inaugurato nel 2023, che raccoglie argenterie e oggetti liturgici (tra i quali un riccio pastorale in avorio elefantino intagliato, dipinto e dorato realizzato da una bottega siciliana per mano di artigiani arabi e risalente alla fine del XII secolo), sculture e dipinti, quali la tavola della mwdhqMadonna della Misericordia di mwdhuLorenzo Fasolo.cite-ref-254[254]
Del tutto diversa è l'origine di mwdhsFabbricaPoggi, museo, centro del design e dell'arte contemporanea, sorto nel 2022. mwdhwFabbricaPoggi è il risultato del progetto di recupero dell’ex sede dell’azienda Poggi, attiva nel secondo dopoguerra nel settore dell’arredamento e alla quale collaborarono alcune delle più importanti figure del design italiano di quei decenni. È inserita all'interno del circuito lombardo dei musei del design.cite-ref-255[255]cite-ref-256[256]
Ulteriore esposizione legata all'arte contemporanea è la Mostra Permanente di mwdiyCarlo Mo che comprende tanto la Casa-Museo dello scultore quanto l'antistante parco nel quale è stato allestito un percorso di arte contemporanea a cielo aperto.
Media
Stampa
A Pavia hanno sede il quotidiano mwdiomwdisla Provincia Pavese (fondato nel 1870)cite-ref-257[257], nonché i settimanali mwdjaIl Punto (esce il lunedì), mwdjeIl Settimanale Pavesecite-ref-258[258] e mwdjyIl Ticino (esce il venerdìcite-ref-259[259]).
Televisioni e Radio
Dal 2010 è attiva mwdj0Telepavia, un'emittente televisiva regionale trasmessa in mwdj4Lombardia sul canale 78 del mwdj8digitale terrestre.cite-ref-260[260]
A livello radiofonico, invece, è attiva mwdkuRadio Gold Pavia e dal 2021 mwdkyRadio UAU, nata in web e oggi disponibile in DAB+ con diffusione in tutta la Lombardia.
Arte
Dopo aver stabilito nel mwdlmcastello Visconteo la sede della corte e della mwdlqBiblioteca visconteo sforzescacite-ref-261[261]cite-ref-262[262], mwdl0Galeazzo II fondò in città la più prestigiosa scuola di mwdl4miniatura della regione, che divenne presto celebre in tutta mwdl8Europa per il suo realismo e la fine decoratività con il nome di mwdmaOuvrage de Lombardie.cite-ref-263[263]
L'mwdmyatelier di miniatori del mwdmcVisconti già dal 1370 circa aveva elaborato una raffinata fusione tra il cromatismo giottesco e i temi cortesi e cavallereschi. Protagonisti di questa prima stagione furono il miniatore anonimo autore del mwdmgGuiron le Coutois e il mwdmkLancelot du Lac, oggi alla mwdmoBiblioteca nazionale di Francia di mwdmsParigi, e mwdmwGiovannino de' Grassi, che miniò il libro di preghiere detto mwdm0mwdm4Offiziolo, con rappresentazioni di grande eleganza lineare, accuratezza naturalistica e preziosità decorativa. La generazione successiva, soprattutto nella personalità di mwdm8Michelino da Besozzo, elaborò questo retaggio in maniera ancora più libera, fantasiosa e internazionale. L'altro filone accanto allo stile dolce di mwdnaMichelino fu quello grottesco, ripreso da mwdneBelbello da Pavia, caratterizzato da linee fluide e deformanti, figure fisicamente imponenti, gesti eccessivi e colori accesi e cangianti.cite-ref-264[264]
La città fu rinomata per la sua produzione di mwdnwmaiolica. Attestata fin dal XIII secolo,cite-ref-265[265]cite-ref-266[266] la produzione conobbe una decisa espansione tra Sei e Settecento. A Pavia vennero prodotte sia maioliche mwdoumwdoycompendiarie e mwdocbianchi simili ai prodotti mwdogfaentini che una vasta gamma di tipologie, come quelle mwdokcalligrafiche o mwdooa tappezzeria, analoghe alle mwdosmaioliche liguri.cite-ref-tre-piatti-pavesi-267-0[267] La comodità dei trasporti fluviali, tramite i quali giungeva in città l’argilla dalla vicina mwdpaStradella, materia prima per la mwdpemaiolica, e la presenza di numerose fornaci, spinsero diversi maestri, sia faentini, sia liguri a insediarsi in città. All’interno di questo panorama, dove stili e produzioni diverse si incontravano, influenzandosi a vicenda, si distingue la produzione degli Africa, famiglia di pittori maiolicari attivi tra la seconda metà del Seicento e i primi decenni del Settecento autori di opere conservate in numeri musei europei, nelle quali paesaggi naturali si fondono con statue e fantasiose rovine classiche, evocando così le stravaganti scenografie del palcoscenico barocco.cite-ref-tre-piatti-pavesi-267-1[267]cite-ref-268[268]
Teatro e cinema
Il mwdpwTeatro dei Quattro Nobili Cavalieri - nome originario del Fraschini, sorse nel 1772 dalla Società formata da quattro Cavalieri nobili signori pavesi: il Conte Francesco Gamberana Beccarla, il Marchese Pio Bellisomi, il Marchese Luigi Bellingeri Provera e il Conte Giuseppe de' Giorgi Vistarino. Essi condividevano l'amministrazione e la direzione del teatro e avevano affidato il progetto per realizzarlo ad mwdp0Antonio Galli da Bibbiena, membro di un'antica e nota famiglia di scenografi-architetti. I lavori per la costruzione del Teatro dei Quattro Nobili Cavalieri iniziarono nel 1771 e il teatro inaugurò la sua prima stagione nel 1773, alla presenza dell'Arciduca mwdp4Ferdinando d'Austria. Il teatro fu inaugurato il 24 maggio 1773 con l'opera mwdp8Il Demetrio, composta dal compositore ceco mwdqaJosef Mysliveček su versi di mwdqePietro Metastasio.
Dopo un secolo, tuttavia la Società rischiò di fallire e, di conseguenza, di chiudere il teatro. Intervenne allora il comune di Pavia, che, nel 1869, acquistò il teatro, che poi fu intitolato al tenore pavese mwdqkGaetano Fraschinimwdqo.cite-ref-269[269]
Il mwdraPoliteama è un edificio in stile mwdreart déco di Pavia realizzato tra 1925 e il 1927 su progetto dell'architetto mwdriPiero Portaluppi per ospitarvi un cinema, un teatro, attività commerciali e abitazioni.cite-ref-270[270]
Molto più recente è la storia del mwdrgCineTeatro Cesare Volta, sorto, su progetto di mwdrkMario Terzaghi e mwdroAugusto Magnaghi nel 1973, una piccola sala polifunzionale (213 posti), adatta sia a spettacoli teatrali, sia a rassegna cinematografiche e laboratori artistici
Cucina
Capoluogo di una provincia a forma di grappolo d’uva, come venne definita da mwdsuGianni Brera, molti sono i frutti che questa terra offre e che sono all’origine di diversi piatti locali. La ricchezza di mwdsyrisorgive e i corsi d’acqua hanno reso Pavia, e il suo territorio, uno dei principali centri italiani per la produzione di riso, non è quindi un caso se numerose sono le ricette che permettono di scoprire i mille volti di questo cereale, come il mwdscRisotto alla certosina, secondo la leggenda ideato dai monaci della mwdsgCertosa, a base di mwdskgamberi di fiume, carote e cipolle, il risotto con i fagioli dell’occhio o quello con la salsiccia e la mwdsobonardacite-ref-271[271] e il risotto con il mwds8luppolo selvaticocite-ref-272[272] (in dialetto mwdtqürtis). Tra i primi piatti, oltre al riso, spicca anche la mwdtuzuppa alla pavese creata, secondo la tradizione, da una contadina con i pochi ingredienti a sua disposizione (brodo, uova e formaggio) per sfamare il re di Francia mwdtyFrancesco I dopo la mwdtcrovinosa sconfitta alle porte della città. Tra i secondi piatti va ricordato il ragò alla pavese, una variante locale della più nota mwdtkcassoeula, più leggera perché cucinata solo con le costine del maiale,cite-ref-273[273] i mwdt4munighili (mwdt8mondeghilicite-ref-274[274]), lo mwduqstufato alla pavese, la mwduubüseca (trippa di vitello alla pavesecite-ref-275[275]), gli mwduoossibuchi con i piselli (mwdusos büš cum i erbioncite-ref-276[276]) e gli uccellini scappati (mwdvaüslin scapà) fettine di vitello riempite di pancetta e salvia.cite-ref-277[277] Spesso la carne, soprattutto se bollita, secondo la tradizione locale è servita insieme a due tipi di salse: la peverata (già menzionata da mwdvuOpicino de Canistris nel Trecentocite-ref-278[278]) a base di peperoni, sedano, acciughe e uova, e il mwdvobagnet verd, preparato con prezzemolo, acciughe, aglio e capperi.cite-ref-279[279] Accanto ai piatti di carne, la cucina pavese si caratterizza anche per i numerosi piatti di pesce d’acqua dolce, come l’anguilla alla borghigiana (che prende il nome dall’antico sobborgo della città sull’altro lato del mwdv8Ticino, dopo il mwdwaponte Coperto), la trota al vino bianco e la frittata con le mwdwealborelle, senza dimenticare le rane, inserite nel risotto o servite in guazzetto,cite-ref-280[280] e le lumache, cucinate con i funghi porcini.cite-ref-281[281] Tra i dolci, oltre nota mwdwoTorta paradiso, la torta di zucca (mwdwsturtâ d’sücâcite-ref-282[282]), i San Sirini, piccoli tortini tondi formati da mwdxapan di Spagna, abbondantemente inzuppati nel mwdxerhum e ricoperti di cioccolato fondente, prodotti nelle settimane intorno al 9 dicembre, giorno di mwdxiSan Siro,cite-ref-283[283] e gli mwdxcsfâsö, tipiche frittelle cucinate a mwdxgcarnevale. Chiaramente ogni portata deve essere abbinata ai vini del vicino mwdxkOltrepò Pavese. Infine, pur essendo un dolce tipico milanese, la più antica, e certa, attestazione del mwdxopanettone si trova in un registro delle spese del mwdxscollegio Borromeo di Pavia del 1599: il 23 dicembre di quell'anno nell'elenco delle portate previste per il pranzo di Natale compaiono anche le spese per 5 libbre di burro, 2 di uvetta e 3 once di spezie date al mwdxwprestinaro per confezionare 13 "pani grossi" da donare ai collegiali il giorno di Natale.cite-ref-284[284]cite-ref-285[285]
Canzoni che parlano di Pavia
Sono tanti i cantanti e i gruppi (pavesi e non) che hanno dedicato canzoni alla città di Pavia. Le più famose sono quelle del gruppo pavese mwdyc883 (allora formato da mwdygMax Pezzali e mwdykMauro Repetto). Fra i cantautori importanti c'è da segnalare anche mwdyoDrupi, originario del quartiere Borgo Ticino. Fra i gruppi locali ci sono i "Fio dla Nebia"cite-ref-286[286] e "Quei dla Barcela",cite-ref-287[287] che raccontano la pavesità in canzoni in dialetto locale. Pavia viene citata anche in canzoni di cantanti non pavesi: mwdzmmwdzqDiesel di mwdzuEugenio Finardi, mwdzyCiao Pavia di mwdzcGianni Morandi, mwdzgQuesti posti davanti al mare di mwdzkIvano Fossati (cantata assieme a mwdzoFabrizio De André e mwdzsFrancesco De Gregori), mwdzwE di mwdz0Luciano Ligabue.cite-ref-288[288] Una canzone più recente che parla di Pavia è mwdaiTest d'Ingresso di Medicina, dei mwdamPinguini Tattici Nucleari, nella quale ci si riferisce alla città come sede dei test di medicina.cite-ref-289[289]
Film girati a Pavia
Pavia negli anni è stata scelta come location da diversi registi per i loro film. Una delle pellicole più famose e riuscite è stata mwdaomwdasIl cappotto, di mwdawAlberto Lattuada. Il film, girato nel 1952, fu proiettato anche al mwda0Festival di Cannes con grandi riconoscimenti anche per l’interpretazione di mwda4Renato Rascelcite-ref-quatarobpavia-it-290-0[290]. Nel 1957 fu girato mwdbmmwdbqI sogni nel cassetto di mwdbuRenato Castellani, ritenuto «di gran lunga il migliore film di Castellani»cite-ref-291[291]. A Pavia sono stati ambientati e girati alcuni film del regista mwdboStelvio Massi come mwdbsmwdbwSquadra volante (1971), mwdb0mwdb45 donne per l'assassino (1974) e mwdb8mwdcaMark il poliziotto (1975). Inoltre, furono girante alcune sequenze di mwdcemwdciLiberi armati pericolosi (1976) del regista mwdcmRomolo Guerrieri. mwdcqDario Argento vi girò parte del suo unico film non appartenente ai generi mwdcuthriller o mwdcyhorror: mwdccmwdcgLe cinque giornate (1973) con mwdckAdriano Celentano. Anche mwdcoErmanno Olmi girò in centro storico alcune scene del film mwdcsmwdcwL'albero degli zoccoli (1978), che vinse la mwdc0Palma d'oro al mwdc4Festival di Cannes. Nel 1976 fu girato mwdc8mwddaLa orca del regista mwddeEriprando Visconti, nipote del noto mwddiLuchino, con mwddmMichele Placido, mwddqVittorio Mezzogiorno e mwdduFlavio Bucci. Nel 1981 mwddyDino Risi girò mwddcmwddgFantasma d'amore, con mwddkMarcello Mastroianni e mwddoRomy Schneider, tratto dall’mwddsomonimo romanzo dello scrittore pavese mwddwMino Milanicite-ref-quatarobpavia-it-290-1[290]. Alcune scene della commedia mwdeemwdeiIl ragazzo di campagna (1984) di mwdemCastellano e Pipolo con mwdeqRenato Pozzetto furono girate a Pavia e dintorni;cite-ref-292[292] così come la sequenza (in località bivio Gramegna) del film mwdekmwdeoI cammelli (1988) di mwdesGiuseppe Bertolucci con mwdewPaolo Rossi e mwde0Claudio Bisio.cite-ref-293[293] Sempre nel 1988 la regista tedesca mwdfiMargarethe von Trotta girò in università e in centro storico mwdfmmwdfqPaura e amore, trasposizione cinematografica dell'opera mwdfumwdfyTre sorelle di mwdfcAnton Cechov (su sceneggiatura di mwdfgDacia Maraini), con mwdfkValeria Golino, mwdfoSergio Castellitto e mwdfsPaolo Hendel.cite-ref-294[294] Negli anni ’90 ricordiamo mwdgamwdgeFacciamo paradiso di mwdgiMario Monicelli con mwdgmMargherita Buy e mwdgqLello Arena tra gli attori principali, con le scene girate all’interno dell’mwdguUniversità. Più recentemente in vari punti della città sono state girate alcune sequenze dei film mwdgyMagic Card (2015) con mwdggMaria Grazia Cucinotta;cite-ref-295[295] lo storico mwdg0mwdg4Aquile randagie (2019),cite-ref-296[296] il biografico mwdhmmwdhqHammamet (2020) di mwdhuGianni Amelio, sulla vita di mwdhyBettino Craxi.cite-ref-297[297] Nel 2014 ha debuttato alla regia il pavese d'adozione Giuseppe Di Giorgio, che ha ambientato il suo primo film interamente a Pavia dal titolo La Giusta Scelta, seguito da: mwdhsmwdhwLa scelta impossibile (2018), che tratta tematiche come la criminalità organizzata e la prostituzione (con Giuseppe Di Giorgio e mwdh0Nathalie Caldonazzo); il thriller mwdh4mwdh8Stem Cell (2020) diretto ed interpretato da Giuseppe Di Giorgio, ambientato tra l'mwdiaIstituto di ricovero e cura a carattere scientifico Mondino di Pavia e la mwdieFondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia; mwdiiFinalmente libera (2021), una commedia diretta da Giuseppe Di Giorgio con la partecipazione di mwdimVera Castagna; e infine l'ultimo film diretto ed interpretato da Giuseppe Di Giorgio, di genere thriller, che tratta in maniera del tutto originale la delicata tematica del femminicidio, dal titolo mwdiqmwdiuTenebra - Questa è la mia vendetta (2022), tratto dal romanzo mwdiyTenebra di mwdicDavid Pratelli. Nel 2023 in città sono state girate molte scene della mwdigminiserie televisiva italiana mwdikHanno ucciso l'Uomo Ragno diretta da mwdioSydney Sibilia.cite-ref-298[298]
Geografia antropica
Urbanistica
Dal punto di vista urbanistico, la città ricalca la struttura romana attorno agli assi viari principali: il mwdjmcardo, che corrisponde all'attuale Corso Strada Nuova, e il mwdjqdecumano che corrisponde all'attuale Corso Cavour a ovest e Corso Mazzini a est. La stessa planimetria a mwdjuscacchiera di gran parte degli isolati del centro storico ricalca quasi fedelmente le mwdjyinsulae della città romana, come prova la rete fognaria di età romana, che si è conservata quasi integralmentecite-ref-299[299]cite-ref-300[300].
Un altro asse viario di grande rilevanza, fin dal Medioevo, è costituito dall'odierno Corso Garibaldi (prosegue in centro storico come Via Cardano), che si snoda parallelo alla parte orientale del decumano lungo la strada che porta verso Piacenza e Cremona.
Frazioni
Il comune di Pavia si venne formando nei secoli scorsi attraverso l'aggregazione di diversi comuni. Fino al 1883 esistette un comune dei mwdkcCorpi Santi di Pavia (mwdkgCC D036) che raggruppava le cascine e i sobborghi della città appena fuori dalle mura. Le località meno prossime al centro appartenevano a tre delle entità amministrative in cui era diviso il mwdkkPavese, cioè il Parco Visconteo, la Campagna Sottana e la Campagna Soprana.
• Albertario
• mwdk0Cà della Terra, attestato almeno dal XV secolocite-ref-301[301], nel 1797 venne assegnato al distretto di mwdliBelgioiosocite-ref-302[302]. Nel 1871 il comune venne soppresso e fu aggregato a quello di mwdlcFossarmatocite-ref-303[303], che, nel 1939, confluì in quello di Pavia.
• mwdl0Cà de' Tedioli, documentato almeno del XIV secolocite-ref-304[304], non era un vero e proprio centro abitato accentrato, ma una comunità che riuniva cascine e casolari posti esternamente ai sobborghi orientali della città. Nel 1870 venne annesso al mwdmicomune dei Corpi Santicite-ref-305[305]mwdmc.
• mwdmkCantugno
• mwdmsCascina Montebello
• mwdm0Cassine Sirigari
• Cittadella
• mwdnaFossarmato, la località risulta già menzionata nel XII secolo tra i possedimenti del mwdnemonastero di San Pietro in Ciel d'Orocite-ref-306[306] e nel XIV secolo vi sorgeva un castello (ora scomparso) appartenente alla famiglia pavese degli Avvocaticite-ref-307[307]. Nel 1939 il comune venne soppresso e confluì in quello di Paviacite-ref-308[308].
• mwdn8Mirabello, la località sorse intorno al XII secolo presso il monastero cistercense del Gesù. Nella prima metà del XIV secolo la famiglia aristocratica pavese di Fiamberti vi eresse un mwdoacastello, poi espropriato da mwdoeGaleazzo II Visconti negli anni '60 del Trecentocite-ref-309[309]. Attorno al castello venne creato il grande mwdoyParco Visconteo, all'interno del quale si svolse la mwdocbattaglia di Pavia del 1525. Il comune di Mirabello venne soppresso nel 1939 e fu unito a quello di Paviacite-ref-310[310].
• mwdo0Molinazzo
• Pantaleona
• mwdpaVillalunga
Economia
Agricoltura
Il 63,3% della superficie del comune di Pavia (circa 4.000 ettaricite-ref-311[311]) è destinata all’agricoltura e in particolare alla coltivazione del mwdpgriso (circa 2.400 ettari), diffusasi, a partire dal XV secolo, prevalentemente nei terreni paludosi sino a divenire, soprattutto dal XVIII secolo, la principale coltivazione. Le grandi quantità d'acqua richieste per il riso ha fatto sì che nel corso dei secoli sia stata progettata e realizzata una fittissima rete d'irrigazione che ancor oggi caratterizza il paesaggio della campagna pavese. Va poi evidenziato che la città è capoluogo della mwdpkprovincia italiana con la più grande produzione di riso del paese: oltre 84.000 ettari del suolo provinciale sono destinati a mwdporisaiecite-ref-312[312]. Le altre colture presenti all’interno del territorio comunale sono quelle del mais e del grano (1.376 ettari), i pioppeti (636 ettari), mentre superfici molto limitate sono destinate ai prati (158 ettari), ai frutteti e agli orti (29,30 ettari). Sempre all'interno del territorio del comune di Pavia sono ancora attive quasi una cinquantina di mwdp8cascine (aziende agricole) destinate all'attività agricolacite-ref-313[313], 18 di esse ospitano allevamenti bovini, dove vengono allevati circa 820 capicite-ref-314[314].
Artigianato
Nel settore dell'mwdqoartigianato sono molto diffuse e rinomate la produzione mwdqsartigianale di attrezzi agricoli e la lavorazione del metallo.cite-ref-aci-315-0[315] Inoltre sono significative le lavorazioni del mwdraferro battuto finalizzata agli edifici pubblici, quella della mwdreceramica e della mwdriporcellana.
Industria
La città conobbe un forte sviluppo dell’industria a partire dagli anni’80 dell’Ottocento, tanto che ospitò anche stabilimenti di importanza nazionale, come la mwdruNecchi o la prima grande fabbrica italiana di seta artificiale e tessuti sintetici, la mwdrySnia Viscosa, sorta nel 1905. Nel 1951 quasi il 27% della forza lavoro di Pavia era addetta al settore industrialecite-ref-316[316]. A partire dagli anni ’70 del XX secolo la città subì una repentina mwdrsdeindustrializzazione che portò alla chiusura di molte aziende, soprattutto quelle dei settori chimico e meccanico, mentre conobbero sviluppo quelle legate al settore alimentarecite-ref-317[317], come la mwdsaRiso Scotti, le aziende farmaceutiche e quelle legate alla filiera del mwdsepackagingcite-ref-318[318]. Fortemente in crescita è, infine, il settore della mwdsymicroelettronica che, grazie alla collaborazione tra mwdscuniversità e operatori privati, ha visto nascere a Pavia un micro-distretto ad alta specializzazione che offre lavoro a oltre 500 ingegneri elettronici e dottori di ricerca, tanto che anche alcune grandi aziende del settore, come la mwdsgSTMicroelectronics, hanno creato centri di ricerca insieme all'ateneo pavesecite-ref-319[319].
Turismo
Pavia ha fatto parte del circuito delle mwds8città d'arte della Pianura Padana dal 1999 al 2018, anno di scioglimento dell'entecite-ref-320[320]. A partire dagli anni duemila il turismo ha rappresentato un settore in forte espansione sul territorio: nel 2018 il territorio provinciale si era qualificato come uno dei più attrattivi della regione per quanto riguardava il turismo nazionalecite-ref-321[321], mentre nel 2019 la mwdtgprovincia di Pavia attirò 233.517 arrivi e contò 487.485 pernottamenticite-ref-322[322], dei quali, rispettivamente, 56.604 e 107.831 nel solo comune di Paviacite-ref-323[323]. Nel 2020, anno durante quale il turismo fu pesantemente colpito dalla pandemia di mwdueCovid 19, la provincia di Pavia (insieme alla mwduiprovincia di Sondrio) "assorbì" meglio di altri territori lombardi gli effetti negativi delle limitazioni imposte dal virus con una contrazione del -52,6% per quanto riguarda gli arrivi e del -46,7% per i pernottamenti (la media regionale fu -66,3% per gli arrivi e -60,8% per i pernottamenticite-ref-324[324]).
Infrastrutture e trasporti
Strade
Situata lungo la mwdu8strada statale 35 dei Giovi, Pavia dispone anche di due uscite autostradali sull'mwdvaautostrada A7, entrambe poste però al di fuori del territorio comunale (Pavia Nord si trova nel comune di mwdveBereguardo e Pavia Sud in quello di mwdviGropello Cairoli).
La città di Pavia possiede tre tangenziali: due con caratteristiche autostradali, dotate di due corsie per ogni senso di marcia (mwdvqautostrada A54, detta anche mwdvutangenziale ovest, e un raccordo autostradale, chiamato mwdvyautostrada A53, che collega la città con l'mwdvcautostrada A7 in corrispondenza del casello autostradale di Pavia Nord-mwdvgBereguardo), e una con una corsia per ogni senso di marcia, che collega la tangenziale mwdvkA54 con la mwdvostrada statale 617 Bronese, che porta verso il mwdvsPonte della Becca (la cosiddetta mwdvwmwdv0tangenziale nord ed est).
Numerose strade si diramano dalla città (le più importanti sono: la mwdv8SP ex SS 234 Pavia-Cremona, la mwdwaSP ex SS 235 Pavia-Brescia, la mwdweSS 526 Pavia-Magenta e la mwdwiSS 617 Pavia-Broni).
Ferrovie e tranvie
Pavia è dotata di tre stazioni ferroviarie:
• La mwdwwstazione di Pavia, posta lungo la mwdw0ferrovia Milano-Genova, è fermata di treni a breve e a lunga percorrenza diretti verso località italiane e svizzere. Inaugurata nel 1867cite-ref-325[325], è servita da treni mwdxiregionali e mwdxmsuburbani di mwdxqTrenord (nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la mwdxuRegione Lombardia), da collegamenti a lunga percorrenza (mwdxyFrecciarossa, mwdxcFrecciabianca, mwdxgIntercity, mwdxkIntercity Notte, mwdxoregionali veloci) operati da mwdxsTrenitalia e da collegamenti internazionali (mwdxwEuroCity) operati dalle mwdx0Ferrovie Federali Svizzerecite-ref-326[326]. Costituisce località di diramazione per le linee mwdyiPavia-Cremona, mwdymPavia-Vercelli, mwdyqPavia-Alessandria (via mwdyuValenza) e capolinea meridionale della mwdyylinea suburbana S13 per mwdycMilano Nord Bovisa - Politecnico.
• La mwdykstazione di Pavia Porta Garibaldi, fermata posta sulla linea ferroviaria mwdyoPavia-Cremona, è collegata alla principale stazione pavese con un tempo di percorrenza di circa 6 minuti. Situata presso il naviglio pavese, in Viale Sardegna, serve il quartiere di San Giovannino, la zona di Viale Partigiani e il Cimitero monumentale.
• La mwdywstazione di Motta San Damiano, fermata posta sulla linea ferroviaria mwdy0Pavia-Cremona, è situata all'interno del territorio comunale, ma serve l'adiacente centro abitato di mwdy4Motta San Damiano, frazione del comune di mwdy8Valle Salimbene.
In passato erano attive fra il 1880 e il 1936 la mwdzetranvia Milano-Pavia e tra il 1884 e il 1934 la mwdzitranvia Pavia-Sant'Angelo Lodigiano.
Mobilità urbana ed extraurbana
Il servizio di trasporto su strada, sia urbano sia extraurbano, è assicurato da autoservizi svolti dalla società mwdzuAutoguidovie. In città operano 10 linee urbane diurne, una linea urbana notturna, 5 linee suburbane e 5 linee dedicate agli studenti. Numerose sono le autolinee extraurbane che fanno capolinea presso l'mwdzyautostazione di via Trieste, a poca distanza dalla mwdzcstazione ferroviaria, che collegano frequentemente Pavia con altre città (mwdzgMilano, mwdzkVigevano, mwdzoLodi, mwdzsVoghera, mwdzwCastel San Giovanni, mwdz0Varzi, ecc.). Nei paraggi dell'autostazione si fermano anche alcune linee a lunga percorrenza (MarinoBus, Eurobus Consorzio Autolinee, Gruppo STAT) che garantiscono collegamenti giornalieri e periodici con il Centro e il Sud Italia.
In passato era presenta una mwdz8linea tranviaria urbana, che operò fra il 1913 e il 1954, sostituita da una mwd0afilovia a sua volta soppressa nel 1968 (i percorsi della tranvia e della filovia sono sostituiti da due linee della rete di autoservizi cittadina).
Car sharing
Sul territorio comunale sono presenti cinque postazioni dove è possibile noleggiare auto tramite il mwd0mcar sharing. Le postazioni si trovano: sul piazzale della mwd0qStazione Ferroviaria (dove il servizio può essere integrato con il trasporto ferroviaria e in particolare con la mwd0ulinea suburbana S13 Pavia- Milano di mwd0yTrenord), in piazzale Golgi (vicino al mwd0cPoliclinico San Matteo), in piazza Italia (nei pressi dell'mwd0guniversità), in strada Cascina Cascinazza e in piazzale San Giuseppe. Gli autoveicoli che svolgono il servizio di car sharing hanno l'accesso gratuito nelle zone del centro storico a traffico limitato (ZTLcite-ref-327[327]).
Idroscalo
L'mwd1qidroscalo di Pavia venne inaugurato il 1º aprile 1926 da mwd1uBenito Mussolini per servire come punto di rifornimento e sosta per gli idrovolanti della linea Torino-Venezia-Triestecite-ref-328[328] della mwd1oSocietà Italiana Servizi Aerei. Cessato da tempo il suo utilizzo, l'infrastruttura versa in stato di abbandono. Nel 1999 la struttura è stata vendutacite-ref-329[329] a privati per il risanamento e la realizzazione di spazi commerciali e nel 2017 ha ottenuto il via libera dalla Commissione Paesaggio per la riqualificazione.
Aeroporti
La città di Pavia è facilmente raggiungibile dagli aeroporti milanesi. Dai terminal di mwd2eMalpensa con il servizio ferroviario del mwd2iMalpensa Express si raggiunge la stazione di mwd2mMilano Nord Bovisa dalla quale partono ogni 30 minuti (dalle ore 5:33 alle ore 23:33) i treni suburbani della mwd2qlinea S13 per Pavia. Invece, dal terminal di mwd2uLinate con la metropolitana dell'mwd2yATM (mwd2clinea M4) si raggiunge la stazione di mwd2gMilano Forlanini dalla quale partono ogni 60 minuti i treni regionali della linea R22 per Pavia, Voghera, Tortona e Novi Ligure, oppure la stazionecite-ref-330[330] di mwd20Milano Dateo dalla quale partono ogni 30 minuti (dalle ore 5:42 alle ore 23:42) i treni suburbani della mwd24linea S13 per Pavia.
Progetto IRMA
Nell'ambito del programma quadro di ricerca mwd3gHorizon 2020cite-ref-331[331], il mwd3021 maggio 2014 da una collaborazione fra il dipartimento di Ingegneria dell'mwd34Università e il Comune di Pavia è nata IRMA, acronimo di mwd38Integrated Real-time Mobility Assistant, progetto pilota europeo di un'mwd4aapplicazione gratuita per sistemi Android e Internetcite-ref-332[332], che è in grado di tracciare la posizione geografica e ottimizzare un itinerario di trasporto intermodale di persone e in ambito urbano verso la destinazione prescelta, basandosi su dati aggiornati in mwd4utempo reale riguardo a: traffico, meteo, viabilità e presenza di mezzi pubblici.
L'applicazione viene sperimentata in 5 "mwd4ccittà intelligenti", con mappe interattive e supporto multilingua, e ulteriori estensioni in mwd4gBraille, Smart TV e di interfaccia utente a favore di persone anziane, ipovedenti e diversamente abilicite-ref-333[333]. Profilatura e analisi del traffico hanno tra i loro potenziali mwd40portatori di interesse i seguenti soggetti: municipalità, aziende di trasporti, mwd44fornitori di servizi informativi.
Il team progettuale ha stimato una riduzione dell'inquinamento urbano da automobili di una percentuale sino al 30-40%, e un simile bilanciamento fra la domanda di mezzi pubblici prevista e quella effettivamente riscontrata in tempo reale. Il progetto è sviluppato con il contributo di giovani ricercatori, servizi cloud (mwd5aPlatform as a service), nonché riuso di codice e programmi a mwd5esorgente apertocite-ref-334[334].
Amministrazione
Sindaci del Comune di Pavia dal dopoguerra
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1945 | 1946 | Angelo Grassi | CLN | Sindaco | - |
| 1946 | 1948 | Cornelio Fietta | | Sindaco | - |
| 1948 | 1951 | Carlo Milani | Democrazia Cristiana | Sindaco | - |
| 1951 | 1956 | Alberto Ricevuti | Democrazia Cristiana | Sindaco | - |
| 1956 | 1964 | Bruno Fassina | Democrazia Cristiana | Sindaco | - |
| 1965 | 1970 | Giovanni Vaccari | PSI | Sindaco | - |
| 1970 | | Gianpaolo Calvi | Democrazia Cristiana | Sindaco | Prosindaco |
| 1970 | | Sesto Bajno | Democrazia Cristiana | Sindaco | - |
| 1970 | 1971 | Angelo Biancardi | PSI | Sindaco | - |
| 1971 | 1973 | Mognaschi | | Commissario prefettizio | - |
| 1973 | 1980 | Elio Veltri | PSI | Sindaco | - |
| 1980 | 1986 | Giorgio Maini | PCI | Sindaco | - |
| 1986 | 1988 | Pierangelo Giovanolla | PCI | Sindaco | - |
| 1988 | 1990 | Sandro Bruni | Democrazia Cristiana | Sindaco | - |
| 1990 | 1993 | Sandro Cantone | Democrazia Cristiana | Sindaco | - |
| 1993 | | Domenico Gorgoglione | | Commissario prefettizio | - |
| 1993 | 1995 | Rodolfo Jannaccone Pazzi | Lega Nord | Sindaco | Elezioni 1993 |
| 1995 | 1996 | Domenico Gorgoglione | | Commissario prefettizio | - |
| 1996 | 2005 | Andrea Albergati | PPI | Sindaco | Elezioni 1996 e 2000 |
| 2005 | 2009 | Piera Capitelli | DS / PD | Sindaco | Elezioni 2005 |
| 2009 | | Laura Bianchi | | Commissario prefettizio | - |
| 2009 | 2014 | Alessandro Cattaneo | PDL / FI | Sindaco | Elezioni 2009 |
| 2014 | 2019 | Massimo Depaoli | PD | Sindaco | Elezioni 2014 |
| 2019 | 2019 | Flavio Ferdani | | Commissario prefettizio | - |
| 2019 | 2024 | Fabrizio Fracassi | Lega Nord | Sindaco | Elezioni 2019 |
| 2024 | in carica | Michele Lissia | PD | Sindaco | Elezioni 2024 |
Gemellaggi
Il movimento delle città gemellate nasce dopo la seconda guerra mondiale per iniziativa di Jean-Marie Bressand che promuove la costituzione di "Monde Bilingue" che puntava a realizzare attraverso un'educazione bilingue la conoscenza tra i popoli come base per una pace duratura. Nel 1957 viene creata la Federazione Mondiale delle Città Gemellatecite-ref-335[335].
Pavia è gemellata con:cite-ref-336[336]
• mwd6gBesançon (1965)
Besançon è stata la prima città gemellata con Pavia, con delibera del Consiglio Comunale del 9 luglio 1965. La decisione è stato l'ultimo atto di un lungo percorso iniziato nel 1961, per iniziativa di un cittadino di Voghera, nazionalizzato francese, che aveva promosso presso il comune transalpino l'idea di un gemellaggio con Pavia, come si legge nell'atto di promessa di gemellaggio del Consiglio comunalecite-ref-337[337].
• mwd7eVilnius (1975)
• mwd7qHildesheim (2000)
Il gemellaggio è legato alla figura di mwd7ySant’Epifanio (438-497) vescovo di Pavia. Il Vescovo di Hildesheim Otwino venuto nel 962 a Pavia a seguito di mwd7cOttone I decise di trasferire la gran parte dei resti del santo alla cattedrale di Hildesheimcite-ref-338[338]. Alcune ossa rimaste sono conservate nella chiesa pavese di mwd7wSan Francesco.
• mwd8aHersbruck (2004)
Il gemellaggio con la città tedesca nasce nel ricordo di mwd8iTeresio Olivelli, partigiano cattolico, beatificato nel 1992, e morto nel mwd8mlager nazista delle mwd8qSS presso Hersbruck il 17 gennaio 1945 mentre tentava di difendere un altro prigioniero. Questo ricordo è stato fonte di numerosi contatti tra le due città e nel 2003 il sindaco di Hersbruck, durante un convegno a Pavia ha proposto il gemellaggiocite-ref-339[339].
• mwd8wBetlemme (2006)
• mwd88Zante (2006)
• mwd9iAyamé
• mwd9uCagliari (2020)
Sport
Calcio
Hanno sede nel comune la società mwd9oPavia Calcio 1911, che milita in mwd9sserie Dcite-ref-340[340] e la società mwd-aA.C. Pavia, che milita in mwd-ePrima Categoria. In passato la squadra è arrivata a disputare vari campionati di serie C e anche due di serie B.cite-ref-341[341]
Altre realtà minori sono: Frigirola 1952 (squadra del quartiere San Pietro in Verzolo)cite-ref-342[342], Vallone Calcio (squadra dell'omonimo quartiere)cite-ref-343[343], Aquilotti Celeres (squadra del quartiere Borgo Ticino)cite-ref-344[344], Mirabello 1957 (squadra dell'omonimo quartiere)cite-ref-345[345], Folgore (squadra del quartiere Pavia Ovest)cite-ref-346[346].
Il calcio femminile è rappresentato dalla società Pavia Calcio, che milita nel campionato di Promozione. Nel recente passato la squadra Pavia Academy aveva militato un paio di stagioni in serie B.
Calcio a cinque
Beach Soccer
La squadra femminile del Pavia Beach Soccer nel 2019 si è laureata campione del mondo vincendo la prima edizione del mweasWorld Winners Cupcite-ref-349[349].
Basket
Per diversi anni la città è stata presente nei massimi campionati nazionali di mwebcpallacanestro grazie alla mwebgPallacanestro Pavia, alla mwebkOnda Pavia, al mweboCUS Pavia Basket e al mwebsBasket Femminile Pavia. La piazza può vantare la conquista di un titolo nazionale universitario (campionato mwebwLittoriali, nel 1939), di una mweb0Coppa Italia LNP (nel 2001) e di uno mweb4scudetto juniores nazionale (U19 femminile). Oggi le uniche squadre di pallacanestro rimaste sono la Pallacanestro Pavia 1933cite-ref-350[350] (che milita in mwecmserie B2), la U.S. Sanmaurense Paviacite-ref-351[351] (che milita in mwecgserie C).
Pallavolo
La mwecspallavolo femminile in passato ha disputato diverse stagioni di mwecwserie A1 e di mwec0A2 con la mwec4Riso Scotti Minerva Pavia (dal 2005 al 2015). Attualmente a medio-alto livello esiste l'Universo in Volley Paviacite-ref-352[352] (che milita in mwedmserie B/2 femminile)cite-ref-353[353]. Dal 2021 al 2024 il mwedgPalaRavizza ha ospitato le gare casalinghe di mwedkserie A3 maschile del Volley 2001 di mwedoGarlasco.cite-ref-354[354]
Rugby
Il mweeerugby è rappresentato dal Cus Pavia che, dal minirugby alla mweeiSerie C e al rugby femminile, coinvolge dal 1933 molte generazioni di giovani rugbisti pavesicite-ref-355[355]. La squadra ha militato in mweecserie A dal 1941 al 1943, e più recentemente in mweegserie B dal 2003 al 2005.cite-ref-356[356]
Ginnastica
La Ginnastica Pavese nasce nel lontano 1897. Nel 1923 ha avviato a Pavia la pratica sportiva della mwefupallacanestro e ha tenuto a battesimo i pionieri pavesi di questo sport. Ad oggi l’albo d’oro della Ginnastica Pavese può contare su 9 partecipazioni olimpiche, 25 atleti che hanno vestito la maglia azzurra e 1 titolo mondiale conseguito nel campionato master di pesistica nella classe W40.cite-ref-358[358]
Wrestling
Impianti sportivi
Principali impianti sportivi presenti in città:
• mwegeStadio "Pietro Fortunati"
• PalaChiappero (dedicato al basket giovanile e altri sport).cite-ref-359[359]
• PalaCUS (dedicato alla pallavolo, alla scherma, al tiro con l’arco e all’arrampicata sportiva).cite-ref-cuspavia-org-360-0[360]
• PalaCampus (dove vengono praticate le attività giovanili di pallavolo e le attività adattate sviluppate in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze Motorie Preventive e Adattate dell’Università di Pavia).cite-ref-cuspavia-org-360-1[360]
• Cus Pavia - Sede Nautica (dove si svolgono le attività di canoa e canottaggio).cite-ref-cuspavia-org-360-2[360]
• Campo Rugby Cravino.cite-ref-361[361]
• Piscine Campus Aquae.cite-ref-362[362]
Eventi sportivi
• Torneo Internazionale Giovanile di mweiuTennis Under 14cite-ref-363[363]: si svolge dal 2003 al Tennis Club Paviacite-ref-364[364], nella primavera di ogni anno, e ne prendono parte 32 ragazzi e 32 ragazze tra i migliori in Europa. Il torneo, sotto l'egida della Tennis Europe e della mwei4Federazione Italiana Tennis, si articola in due tabelloni di singolare e due di doppio, maschile e femminile.
• mwejaRegata Pisa-Pavia: regata di mwejecanottaggio che si svolge sulle acque del mwejiTicino ad anni alterni, per commemorare gli studenti pavesi e pisani che parteciparono alla mwejmbattaglia risorgimentale di Curtatone e Montanara del 29 maggio 1848. La gara si svolge in due manche con imbarcazioni a otto vogatori (8+). Gli equipaggi (maschili) sono interamente composti da studenti regolarmente iscritti ai due Atenei e alcuni di loro fanno anche parte della nazionale italiana di canottaggio. L'albo d'oro vede Pavia condurre con 36 vittorie.
• Palio del Ticino: si svolge il secondo week-end di giugno. Nato nel 2006, si ispira alla storica mwejuBattaglia fluviale di Pavia del 1431.cite-ref-365[365]
• mwejsRaid Pavia-Venezia: si svolge dal 1929 nel mese di giugno ed è il raid di mwejwmotonautica più lungo al mondo corso in acque interne. La manifestazione si articola lungo un percorso di 413mwej0 km con partenza da Pavia dalla sede dell'Associazione Motonautica (sulle acque del fiume mwej4Ticino), con marcia di trasferimento a velocità ridotta sino al mwej8Ponte della Becca (confluenza con il mwekaPo) dove iniziano le tappe a cronometro (fino mwekeVolta Grimana). Poi, nuova tappa di trasferimento fino a mwekiChioggia e, infine, parata dei soli vincitori (in assoluto e per categoria) fino all'mwekmArsenale di mwekqVeneziacite-ref-366[366].
• mwekoNazionale Under-21 di calcio dell'Italia. La Nazionale U-21 ha disputato due partite allo mweksstadio "Pietro Fortunati" di Pavia: nel settembre 2003 contro il mwekwGalles (vittoria italiana per 8-1) e nel marzo 2005 contro la mwek0Scozia (vittoria italiana per 2-0)cite-ref-367[367]cite-ref-368[368].
• mwelcGiro d'Italia: la città è stata più volte tappa del Giro. La prima apparizione fu nel 1969 (17° tappa: Celle Ligure-Pavia), poi tornò nel 1981, mentre nel 1991 mwelgMario Cipollini fece sua la volata nella Pavia – Milano; infine, l’ultima apparizione fu quella del 2003, nella Arco – Pavia, vinta allo sprint da mwelkAlessandro Petacchi.cite-ref-369[369]
• mwel8Pallavolo femminile: nel 2010 il mwemaPalasport "Giuliano Ravizza" di Pavia ha ospitato la mwemeSupercoppa italiana di pallavolo femminilecite-ref-370[370].
• mwemcNazionale di pallacanestro femminile dell'Italia: nel febbraio 2018 contro la mwemgMacedonia, la Nazionale Femminile di basket ha disputato al mwemkPalasport "Giuliano Ravizza" di Pavia una gara valida per le qualificazioni europee 2019 (vittoria italiana per 93-33)cite-ref-371[371].
• mwem8Mille Miglia: la storica competizione automobilistica stradale ha fatto tappa a Pavia (controllo timbro) nel 2022cite-ref-372[372] e nel 2023cite-ref-373[373].
• mwenkMilano-Sanremo: la 115ª edizione della storica gara ciclistica svoltasi il 16 marzo 2024 è partita da Paviacite-ref-374[374]. Fino al 2027 la città sarà sede di partenza della corsacite-ref-375[375].
Sport acquatici
Dalla fine dell'800 a tempi più recenti sono nate una serie di associazioni, che con il tempo hanno ampliato la loro attività a diverse altre discipline sportive acquatiche.
• mweoySocietà Canottieri Ticinocite-ref-376[376], fondata nel 1873 come società di mweoscanottaggio, mantiene la tradizione dei mweowbarcécite-ref-377[377] e dal 2009 la disciplina del mwepedragonboatcite-ref-378[378].
• Battellieri Colombocite-ref-379[379], nata da una costola della Canottieri Ticino nel 1885, promuove le attività di canoa e di voga alla pavese su mwepsbarcè.
• Associazione Motonautica Paviacite-ref-380[380]: dal 1929 si concentra sulla promozione delle attività sportive acquatiche, in particolar modo nella promozione dell'annuale raid Pavia-Venezia.
• Club Vogatori Pavesicite-ref-381[381]: fondata nel 1983, organizza attività ed iniziative culturali e sportive legate alla voga alla pavese su mweqybarcè e al fiume Ticino, alla sua vita, cultura e salvaguardia.
• Cus Paviacite-ref-382[382], sezione mweqwcanottaggio e mweq0canoa: fondato nel 1946, ha ereditato la tradizione tramandata dalle più antiche società remiere pavesi.
• AICS Pavia Nuoto a.s.dcite-ref-383[383].: società di nuoto agonistico, master e para-olimpico fondata nel 1969.
• Pavia Pallanuotocite-ref-384[384], società agonistica fondata nel 1994, che milita in mwergPromozione.
• Campus Team Paviacite-ref-385[385], società agonistica che promuove la pallanuoto (campionato Libertas), il nuoto agonistico e il nuoto sincronizzato.
Note
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Collegamenti esterni
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